FIORELLA MANNOIA: ho imparato a sognare senza steccati

 

Ha imparato a sognare “che non era bambina”, e continua a farlo oggi che ha alle spalle una quarantennale carriera che ha fatto di lei una delle protagoniste della canzone popolare italiana. «I sogni sono la spinta propulsiva della nostra vita.- ha confessato Fiorella MannoiaNon è, poi, indispensabile che si realizzino, l’importante è averli perché spingono a fare meglio.» Non è, quindi, un caso che si intitoli “Ho imparato a sognare” l’ultimo Cd della cantante romana che riunisce molte delle cover che la Mannoia ha cantato nei concerti degli ultimi due anni. «La gente mi chiedeva dove poteva trovare canzoni come “E penso a te” di Battisti e “C’è tempo” di Fossati, per cui, alla fine, ho pensato che era il caso di inciderle. In più ho aggiunto canzoni che avrei voluto fare come “Le tue parole fanno male” di Cesare Cremonini e, appunto, “Ho imparato a sognare” dei Negrita.» Queste canzoni si potranno ascoltare anche nel corso del suo “Acoustic Tour” che partirà  il 27 marzo al Teatro Regio di Parma per toccare in due mesi una trentina di località italiane. Tour che ha avuto un’anteprima venerdì 19 marzo al Grand Hotel Billia di Saint-Vincent con un “concerto Bignami”, come l’ha definito una spettatrice indispettita dalla breve durata: appena un’ora. Il concerto era, infattie, riservato ai clienti del Casinò, e solo certo numero di biglietti (esauritisi in poco tempo) è stato messo in vendita per il pubblico “consapevole e pagante” esterno alla casa da gioco.  Ridotta era anche la formazione che accompagnava la Mannoia, che, rispetto al tour nel corso del quale si avvarrà anche di un quartetto d’archi, l’ha vista cantare solo con il chitarrista Nicola Costa e il pianista Fabio Valdemarin. «Per me– ha spiegato la cantante- è un’occasione per approcciarmi al pubblico in maniera nuova, proponendo in modo essenziale le canzoni che negli anni mi hanno emozionato. Alla base c’è l’esigenza del dare, perché mi sembra che in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, così pieno di paure ed egoismo, siamo tendenzialmente portati a prendere e pretendere dimenticando l’atto di donare.» Nella serata è stato riproposto anche “L’amore si odia”, l’ultimo suo hit come “gregaria” della “piccola amica piena di talento” Noemi, e alcuni dei successi (da “Quello che le donne non dicono” ai “Il cielo d’Irlanda”, da “I treni a vapore” a “I dubbi dell’amore”) che ne hanno fatto il controcanto femminile d’una canzone d’autore che in Italia è sempre stata declinata al maschile. «Sono tendenzialmente un contralto che, però, con gli anni cala sempre più, e questo mi ha portato a riconoscermi in voci maschili. Non avendo, poi, un’estensione vocale che mi permetta virtuosismi, non posso fare a meno di canzoni che abbiano contenuti, anche perché ho la dote di sottolineare bene il significato delle parole. Dai frequenti viaggi in Brasile ho imparato la leggerezza e la voglia di confrontarsi con gli altri, perdendo la rigidità e gli steccati che avevo. Anche quelli verso musicisti distanti da me anagraficamente e per gusti musicali. Se, per esempio, Gigi D’Alessio scrivesse una canzone che mi piace, la inciderei

3 responses to FIORELLA MANNOIA: ho imparato a sognare senza steccati

  1. craig80 says:

    grandissima fiorella ho sentito IL DESERTO, dove duetta con Bungaro,bellissima canzone.

  2. alberto says:

    cara fiorella,non so che sono fuoiri tema,se puoi aiutarmi,i dvd per l’abruzzo non ce ne sono più già dalle otto dopo matrich,iniziativa ottima e intelligente come posso fare per partecipare,grazie

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