SIMONE CRISTICCHI e i “Santa Fiora Social Club” ad Aosta

Chi glielo avrebbe detto all’ottantaduenne Lino Nuciotti che si sarebbe ritrovato a cantare “La canzone dell’uccellino” nell’Auditorium del Parco della Musica di Roma o al Teatro degli Arcimboldi di Milano? O all’ottantenne Enzo Marelli che avrebbe gorgheggiato “Portatevi il prosciutto (che ve lo magnamo tutto)” davanti a 150.000 spettatori della Notte della Taranta a Melpignano? O, infine, che il loro “ Coro dei Minatori di Santa Fiora” si sarebbe esibito al Festival di Sanremo 2010? Il merito di questa improvvisa notorietà è di Simone Cristicchi, trentatreenne cantante romano autore di “tormentoni involontari” come “Vorrei cantare come Biagio Antonacci” e “Studentessa universitaria”, che nel 2007 ha vinto il Festival di Sanremo con “Ti regalerò una rosa”, canzone che, caso unico nella storia di Sanremo, ha messo d’accordo pubblico e critici (ha vinto anche il “Premio della Critica Mia Martini”). «Dopo quella vittoria– spiega Cristicchi- ho deciso di non montarmi troppo la testa e rimanere coi piedi per terra. Anzi ho fatto di più: sono andato sottoterra, nella miniera di Santa Fiora, alle pendici del Monte Amiata, dove ho scoperto i racconti e le canzoni del locale coro di minatori, tesori nascosti che ho deciso di riportare alla luce.» Ne è nato lo spettacolo “Canti di Maremme e di Miniere, d’Amore, Vino e Anarchia” che il 27 marzo ha portato Cristicchi e il Coro dei Minatori di Santa Fiora sul palco del Teatro Giacosa di Aosta per la “Saison Culturelle”.  Attorno ai canti del Coro, alcuni goliardici altri sociali, Cristicchi ha costruito dei monologhi che raccontano la faccia più sofferta dell’umanità di quelle miniere di mercurio dove si moriva “da bruchi”, che, sublimandosi in solidarietà e forza vitale, ha reso i loro canti gioiosi inni alla vita. Altalena di emozioni che caratterizza anche il documentario “Santa Fiora Social Club” che, sulla scia del celebre film di Wim Wenders sugli attempati musicisti cubani, ha raccontato in un DVD i retroscena della favola vissuta nell’ultimo anno dal Coro. «Sto andando sempre più verso il teatro-canzone di Giorgio Gaber. – spiega Cristicchi- Non ho fatto scuole di teatro, per cui, più che recitare, racconto storie rimanendo me stesso senza tanta enfasi. In questo mi sento vicino alla fragilità artistica di Troisi.» Non sono mancate, comunque, alcune sue canzoni pop eseguite con l’accompagnamento di Riccardo Corso (chitarra) e Michele Ranieri (percussioni, basso e mandolino). Tra queste il successo sanremese  “Meno male” inserita nell’ultimo Cd “Grand Hotel Cristicchi”. «Quest’anno sono tornato al Festival per promozionare il Cd in cui ci sono canzoni, come “L’ultimo valzer” e “Come la neve”, più intense di “Meno male” che esprime, invece, il mio lato più scanzonato e ironico. E’ stata scritta dopo aver letto il libro “La scomparsa dei fatti” di Travaglio e vuole far riflettere il pubblico sui rischi della disinformazione, per cui se si parla di Carla Bruni i problemi veri della nazione spariscono. Cosi’  io me la prendo con qualcuno, tu te la prendi con qualcuno e tutti ce la prendiamo nel...» Date le voci di tradimento tra la Bruni e Sarkozy e la debacle elettorale di quest’ultimo, c’è chi ha detto che gliel’abbia quasi “tirata”… «Sarà per questo che molti mi hanno chiesto di farne subito un’altra su Berlusconi?»

1 response to SIMONE CRISTICCHI e i “Santa Fiora Social Club” ad Aosta

  1. sara elter says:

    Ho avuto il grande onore di cantare sottobraccio con Simone Cristicchi a Torino, in piazza Carlo Alberto dove, terminato il concerto, lui e il coro dei minatori sono scesi sul prato a bere con gli spettatori rimasti. Era il festival della cultura popolare. Si sono uniti i cantori sardi e i musicisti del Salento. E io pensavo: sto cantando Bella Ciao a braccetto con uno che ha vinto il Festival di Sanremo! Mi spiace solo non esserci potuta essere ad Aosta. E’ veramente una grande, semplice, onesta e coerente persona, come ne fabbricano ormai pochi nel mondo. Grazie Simone e grazie Gaetano

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