CD NEWS (14) – “Burattino” di Mercanti di Note (2014)

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Mercanti di note-Burattino 09.57.55 copyPrima dell’avvento del mercato globale, una delle funzioni principali, e nobili, dei mercanti era quella di fare conoscere nuovi beni e prodotti.

Un po’ quello che fanno i valdostani Mercanti di note nel loro primo Ep, “Burattino”, arrangiato e prodotto nel suo TdE Studio da Simone Momo Riva.

L’infinito elenco di strumenti a corda suonati dal loro leader Christian Curcio (chitarra elettrica, classica, mandolino, violino, baglama, saz, oud e bouzouki) indirizza, infatti, verso influenze etniche che, accentuate dall’ uso di scale e ritmi mediorientali, conferisce a rock acustico dei 4 pezzi il gusto esotico di terre lontane . Musica alla quale il gruppo, nato nel 2008, è arrivato dopo vari mutamenti di stile e cambiamenti di un organico che attualmente si è stabilizzato con Stefano Mereu (voce e chitarra ritmica), Roberto Cacciatore (batteria), Giovanni Vallomy (percussioni) e  Massimo “Molly” Molinari (basso).

1 Mercanti 2 phontoL’esempio migliore della loro musica che sa d’altrove è proprio l’intro e l’inconsueta struttura della title track, “Burattino”, il cui testo è dedicato ad un amico manovrato dalla fidanzata (“solo con le dita dentro tu la vita me la dai”).

Più latineggiante è “Il treno del sole” che evoca i sapori e i profumi di un Sud da cui quasi tutti i Mercanti vengono (“le distanze ci separano, le emozioni no”).

A conferma, poi, che viviamo “Under the same sky (sotto lo stesso cielo)”, e che “cultura e lingua ci distinguono, per fondersi insieme in musica”, nell’omonima canzone gli echi si fanno, addirittura, quelli dei Led Zeppelin acustici, con in più un intervento vocale da brividi di Elisabetta Padrin. Tra Balcani e Francia si muove, infine, “Le fou mariage”, insaporita dalla fisarmonica di Alex Fiou, che conferma come l’apertura al mondo per il gruppo passi anche attraverso l’uso di varie lingue (oltre a italiano e francese, anche spagnolo e, in una ghost track, arabo).

In tema con la ricercatezza della musica lgrafica di Raffaella Santamaria. “In copertina ho messo una Mandragora,- spiega- da tempo immemore considerata la pianta magica per eccellenza a causa della sua radice che assume spesso una forma umana… qui a riprendere il titolo dell’album “burattino”.A ribadire il legame tra suono e terra è la convinzione popolare che questa radice urli e si lamenti quando viene estratta dal terreno.”

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