“Ci meritiamo gli stadi”. Troppo piccolo lo Splendor di Aosta per un Edoardo Bennato più esplosivo che mai.

Bennato ok DSCF0142.jpgCi meritiamo gli stadi”, ha ripetuto in camerino. Come dare, del resto, torto ad Edoardo Bennato al termine del concerto aostano di domenica sera per la Saison Culturelle? Troppo piccolo il Teatro Splendor, coi suoi 500 posti straesauriti, per uno che ai tempi di massimo fulgore riempiva San Siro. Fulgore che, almeno artisticamente, c’è ancora, come ha dimostrato nelle quasi tre ore di concerto in cui ha snocciolato trenta capolavori vecchi e nuovi. Con, ad affiancarlo, una fantastica band rock in cui hanno svettato i chitarristi Giuseppe Scarpato e Gennaro Porcelli, ma, nella parte iniziale, anche il classicheggiante Quartetto Flegreo. Bennato ok DSCF0036.jpg«Mi diverto da sempre a confondere le idee, per cui ho voluto dimostrare che si può fare rock anche con un quartetto d’archi.– ha spiegato- Con la band, invece, suono puro rock blues. Lo riconobbe anche un certo B.B.King. Con lui e Jeff Healey nel 1990, a Pistoia Blues, suonai “Signor Censore”. “Hey man, can do it- mi disse- You can play the blues”. D’altronde se i dubbi esistenziali sono aumentati con l’età, continuo a non avere alcun dubbio sulla carica del rockBennato ok DSCF0077.jpgDevastanti, a questo proposito le versioni di suoi classici come “Mangiafuoco”, “Rinnegato”, “Il rock di Capitan Uncino” o la conclusiva “In prigione in prigione”. Non hanno, comunque, per niente sfigurato le nuove canzoni. Da quelle inedite inserite in “Burattino Senza Fili 2017” (l’album nel quale il cantautore, a quarant’anni di distanza, ha ricantato le canzoni del celebre disco del 1977) a quelle dell’ultimo cd di inediti, “Pronti a salpare”. «E’ chiaro che questo è un concerto di rock ‘n roll e molti di voi sono venuti qua per avere buone vibrazioni che certamente cerco di darvi attraverso la musica.- ha premesso durante il concerto- Ma sarebbe assurdo che adesso non spiegassi qual’è il senso del titolo. Pronti a salpare non è rivolto ai migranti, ma a quella fascia della nostra popolazione che si dichiara consapevole e responsabile, ma stenta a prendere coscienza che in futuro il nostro benessere non potrà in alcun modo prescindere dalla soluzione dei problemi del terzo mondo. Quindi, volenti o nolenti, bisogna cambiare mentalità ed essere pronti a salpare.»Bennato ok  P1260696.jpgLa musica di Bennato, anche la più scanzonata, non può, infatti prescindere dall’impegno sociale che caratterizza tutta la ultraquarantennale produzione e che, purtroppo, non sempre trova un’adeguata risposta in pubblici abitudinari e distaccati come quello della Saison. Il che durante la presentazione di “Vendo Bagnoli” lo ha fatto sbottare in un “qui non c’è l’atmosfera di un concerto rock ma quella di un’aula universitaria di Scienze politiche.Bennato ok DSCF0053.jpg«Nelle mie canzoni la provocazione non è mai fine a se stessa, ma la utilizzo, credo, in modo propositivo. Ho sempre usato l’ironia sui paradossi che sono sotto gli occhi di tutti ma facciamo finta di non vedere. E me lo sono potuto permettere perché ho ironizzato anche su me stesso e sul ruolo che mi hanno assegnato. “Tu sei forte, tu sei bello, tu sei incorruttibile…tu sei un cantautore”.» In “Che comico il Grillo parlante” canti di un “angelo vendicatore che incassa denaro contante contando sul vostro sacro furore” in cui sembra riconoscibile Beppe Grillo, alle cui posizioni politiche sembra tu sia stato vicino. E’ ancora così? «Con Beppe condivido la stessa passione per il blues, ma io sventolo una sola bandiera: quella del rock.»Bennato DSCF0152.jpgBennato DSCF0163.jpghttps://www.facebook.com/RaiRadioTuttaItaliana/videos/371835823562653/

Rispondi