OMAR SOSA e YILIAN CANIZARES conquistano Aosta

Omar Sosa DSCF1084.jpgOmar Sosa DSCF1077.jpgAppartenenti a generazioni diverse, il pianista Omar Sosa e la violinista Yilian Cañizares sono accomunati dall’essere nati a Cuba e dall’avere poi imboccato, fisicamente e artisticamente, le strade del mondo per trovare una loro personalissima dimensione. Strade che si sono intrecciate nel 2018 con la pubblicazione dell’album “Aguas” che la sera del 3 aprile hanno presentato al Teatro Splendor di Aosta, nel corso di un concerto inserito nella Saison Culturelle. Album intimo e personale, “Aguas è dedicato a Oshun, che nella tradizione Youruba è la dea dell’amore e dei fiumi, e, più in generale, all’Acqua, intesa come simbolo di vita, energia, forza e distanza (è, tra l’altro, l’elemento che li separa da un’isola come Cuba). Il risultato sono undici brani (di cui tre strumentali) che oscillano tra l’introspezione di “Dos Benediciones” e “De la Habana y Otras Nostalgias” ed i ritmi di “Sanzara” e “D2 de Africa”. Sul palco dello Splendor la già ricca tavolozza timbrica dei due è stata ulteriormente ampliata dalla presenza delle percussioni multicolori e multiformi del venezuelano Gustavo Ovalles, da anni partner di Sosa. Aiutata da libagioni molto apprezzate (“quando si mangia bene si suona meglio” ha chiosato Sosa), ne è venuta fuori una performance caliente che ha entusiasmato il pubblico aostano.Omar Sosa DSCF1045.jpgNato nel 1965 a Camagüey, Omar ha cominciato a studiare percussioni, per avvicinarsi solo successivamente, e da autodidatta, al pianoforte, in cui ha sviluppato uno stile, inevitabilmente, percussivo. Cresciuto nella cultura cubana più tradizionale, grazie ai programmi radiofonici americani ed alle musicassette ed ai dischi portati dai musicisti emigrati, Omar scoprì ben presto il pop, il funk e, soprattutto, il jazz, che più che una musica divenne una vera filosofia di vita. Emigrato nel 1993 in Ecuador, in un paesino della costa occidentale trovò un’espressione musicale folclorica legata alle radici africane che lo portò a concepire una musica in grado di conciliare le diverse espressioni nate dalla diaspora africana: dalla musica portoricana a quella caraibica, dal jazz alla musica cubana. Dopo aver formato Entrenoz, un gruppo ispirato alla jazz fusion, dal 1995, con il trasferimento a San Francisco, si è imposto come uno dei leader della scena latin jazz (in questa categoria ha ottenuto 7 nominations ai Grammy Award), con un jazz ibrido, aperto ai ritmi latini e afro-americani di tutto il Nuovo Mondo, ma anche a quelli dell’Africa del Nord, ai canti berberi, al rap e, nell’album “Mulatos” del 2004, addirittura all’universo high-tech ed elettronico. Canizares DSCF1021.jpgLa ventisettenne Yilian Cañizares, di formazione classica, nel 2000, col trasferimento in Svizzera, ha scoperto il jazz e deciso di cantare. Mescolando lo stile del violinista jazz francese Stéphane Grappelli con la musica cubana ha elaborato un suo stile che è alla base del suo gruppo Ochumare, che in lingua yoruba significa “arcobaleno”.Omar Sosa DSCF1053.jpgOmar Sosa DSCF1040.jpg  

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