Il progetto Carnival è figlio dell’attuale mondo globalizzato in cui, grazie al web, musicisti sparsi in varie parti del mondo possono collaborare. Ne fanno, infatti, parte Shane Christensen, rapper statunitense che vive ad Helsinki, Jack Boyd, cantante londinese, Anton Stoeger, batterista di Hannover e Federico Malandrino, dj e multistrumentista torinese che, per motivi sentimentali, dal 2010, si è trasferito ad Aosta.
Ne fanno parte quattro pezzi in versione non definitiva(«per vedere l’effetto che fa») esemplificativi del loro electro hiphop che molto deve al pop elettronico degli anni Ottanta (il riff iniziale di “Getaway” è preso di peso da “Another One Bites the Dust dei Queen). «Il mio imprinting musicale sono stati Michael Jackson ed i Beastie Boys– ammette Malandrino- per cui ci sono suoni e citazioni degli anni Ottanta. La ritmica, invece, è molto coerente al dubstep attuale.» Il risultato sono pezzi musicalmente accattivanti e coinvolgenti (tra cui spicca l’orecchiabilissima “Future Love”) con testi di un certo impegno sociale, che hanno riscosso un notevole successo il 13 aprile alla loro prima uscita pubblica all’Hiroshima Mon Amour di Torino.

