
Il pomeriggio del 9 dicembre le note del celebre canto di lotta hanno salutato, nel salone del cimitero di Aosta, l’imperiese Carlini Carlino, morto il giorno prima, all’età di 92 anni. Col nome di battaglia di “Loris“, dopo l’8 settembre 1943, era stato partigiano della Brigata Garibaldi, proprio agli ordini di quel Felice Cascione che aveva adattato le parole di “Fischia il vento” alla musica della famosa canzone popolare sovietica “Katyusha”.
A interpretare il canto, al funerale civile, è stato l’amico Roberto Contardo, che ha spiegato anche l’origine di quel singolare nome (Carlini) frutto di multipli errori di ufficiali di stato civile. Finita la guerra, Carlino era entrato nella Polizia Stradale, arrivando fino al grado di Colonnello. Per 12 anni aveva prestato servizio in Sardegna (dove aveva trovato moglie), e, successivamente, in Valle d’Aosta, dove si era definitivamente fermato.
Tracce della sua vita si ritrovano nei quadri, che cominciò a dipingere negli anni Cinquanta. Dopo un uso molto parsimonioso (“perché i tubetti costavano” e lui, da buon ligure, era attento al risparmio), il colore era diventato il grande protagonista di tele ricche di contrasti drammatici e figure appena sbozzate
Tutti temi rappresentati nella grande personale che, tra il giugno ed il luglio 1997, l’amministrazione regionale gli aveva organizzato alla Torre del Lebbroso di Aosta.
