
Allo stesso modo, nel 1919, influenzato dal cristianesimo di Tolstoj, si era liberato della cospicua eredità paterna per vivere senza inutili orpelli. Pensatore anomalo per vari motivi, conserva ancor oggi un’immagine oracolare e misteriosa che ha scatenato i tentativi di spiegazione esistenziali (ricorrendo, ad esempio, alla sua omosessualità) o patologiche (avanzando il sospetto che potesse essere affetto dalla Sindrome di Asperger, una forma di autismo). Wittgenstein morì a Cambridge il 29 aprile 1951, malato di cancro. Un istante prima di perdere conoscenza, sussurrò ai presenti la sua ultima frase: «Dite a tutti che ho avuto una vita meravigliosa». In uno degli innumerevoli aforismi tratti dai suoi scritti così si descrisse: “Ci sono uomini che sono troppo fragili per andare in frantumi. A questi appartengo anch’io“.
