
«Le cose più belle nascono quando si da l’impressione che ci sia uno scontro.- aveva annunciato Dario- Anche perché l’adrenalina che si libera può portare a cose molto positive. Sarà un ring di idee, dove,
Cose che lui ha in parte appreso proprio da Francesco-C, che nel momento di massimo fulgore, nei primi anni del Duemila, lo stimolò a formare una band e inseguire un sogno. «Parleremo anche di come è peggiorata la situazione musicale– aveva aggiunto Francesco- e delle difficoltà sempre maggiori che, chi voglia uscire, incontra.» Lui ne sa qualcosa, visto che è arrivato ad un passo dal gettare la spugna. Grazie ad una evoluzione umana,sta, invece, attualmente conoscendo una rinascita creativa che si esprime in un progetto elettroacustico con Federico Malandrino che il 7 debutterà alla Casa Olimpia di Sestriere e il 23 si materializzerà con la pubblicazione di un nuovo singolo, “Il cielo oggi”, con relativo video su YouTube. «E’ un nuovo inizio.- ha annunciato- Le mie nuove canzoni sono al di fuori di ogni contesto italiano. Il loro discorso minimale fatto di “musica senza musica”, le avvicina più alla preghiera e alla poesia che alla canzone.»
COM’E’ ESSERE MUSICISTI AD AOSTA?
FRANCESCO-C: Aosta non è il posto più semplice per un artista per essere completamente “libero”, sopratutto a livello economico.
DARIO: Iniziare a suonare in una piccola città non è facile, perché, come si suol dire: “nemo propheta in patria”. Fare il musicista viene visto come una battaglia di personalità o un ricalcare diverse personalità artistiche, quando, invece, vuoi solo essere te stesso. Dall’altra parte ti permette di avere uno spazio protetto per il forgiare il carattere e la propria identità artistica.
FRANCESCO-C: Sono in una fase di trascesa della musica, per cui adesso non ascolto più niente, è come se il mio hard disk interiore fosse pieno.
DARIO: credo che adesso, con l’avvento di internet e la possibilità di potere ascoltare tutto quello che si vuole, non valga più il discorso dei generi musicali. La musica che piace a me è la musica che mi piace (risata dello studio:n.d.r.) , quella, cioè, che, mescolando i generi, non spinge a ricalcare un altro artista ma ti porta a metterti in gioco e a esplorare i limiti.
COS’E’, PER VOI, IL MESTIERE DI FARE CANZONI?
DARIO: Il mestiere di fare canzoni è per il 99% lavoro lucido creativo e per l’1% follia, ma senza questa non ci sarebbe lo scatto rivelatorio. Scrivere canzoni lo vedo un po’ come fare sport: bisogna allenarsi e avere delle strategie, ma sul campo a vincere è il colpo di genio che va fuori da tutte le strategie.
