
Che sia Angelica non è, d’altronde, un caso, visto che questa edizione, svoltasi dal 20 al 26 maggio, è stata caratterizzata da una massiccia presenza di cori della categoria D (cori di giovani), una tendenza che fa ben sperare per il futuro.
«E’ un segnale importante– ha spiegato Lino Blanchod– visto che nel resto d’Italia, ormai,si vedono solo coristi coi capelli bianchi o che i capelli non li hanno più.» Blanchod ha un osservatorio privilegiato sulla rassegna, visto che da 31 anni fa parte della Giuria (attualmente ne è presidente). Oltre a dare suggerimenti sull’esecuzione, la giuria segnala ogni anno i cori più meritevoli, che possono, così, fruire degli aiuti regionali per la partecipazione a manifestazioni al di fuori della Valle o esibirsi alla “Saison Culturelle”, la più importante rassegna di spettacoli regionale (quest’anno sono stati Coro Verrès, Viva Voce e Les Notes Fleuries du Grand Paradis).
A salutare è, invece, stata Alearda Parisi Pettena che con quarantatre partecipazioni ed ottantuno anni, è il più longevo direttore dell’Assemblée. Ma più che i numeri, per lei parlano le emozioni che ha dato mercoledì ad Aymavilles. Per il repertorio su “La chanson francaise”, per l’interpretazione delle sue Dames de la Ville d’Aoste e per l’aria di addio alla rassegna che si è respirato.«Ho detto alla giuria che non mi vedrà più.- ha confessato- Più che per il canto, questa volta ero preoccupata di non reggere, ma, alla fine, l’applauso è stata una cosa bellissima.»
