La sera del 29 marzo la Saison Culturelle si è spostata a Courmayeur. E lo ha fatto con un appuntamento d’eccezione, visto che sul palco del Courmayeur Cinema è salita la cantante genovese Antonella Ruggiero con il concerto “Arpeggio elettrico”.
Per quattordici anni frontwoman dei Matia Bazar, con la sua straordinaria voce (che copre 3 ottave e mezzo, ma a Courmayeur ha tenuto a precisare: «non faccio questi calcoli») ha caratterizzato successi come “Per un’ora d’amore”, “Stasera che sera”, “Solo tu”, “Vacanze romane”, “Souvenir”, Ti sento”.
Stanca della routine che inevitabilmente si instaura, si staccò dalla band nel 1989, e per 7 anni non fece nulla che avesse a che fare col mondo musicale. «Ho vissuto come pareva a me.- ha raccontato-Ho viaggiato e fatto cose che avevo rimandato in quei 14 anni in cui ero pressata dal lavoro. Mi sono riappropriata di una vita normale. Dopo la corsa affannosa cui ti costringe quella cosa chiamata “successo” ho sentito la necessità di fermarmi».
Durante un viaggio in India, in particolare, fu folgorata dalla scoperta di «un’altra cultura ed altre modalità legate alla voce, al suono, al pensiero». Nacque, così, “Libera“, il suo primo Cd solista del 1996, un inno alla libertà ritrovata che presentava un riuscito connubio tra ritmiche occidentali e suoni dell’antico Oriente. A Courmayeur ne ha fatto un esempio cantando “Tum hi shiva”, un mantra della tradizione hindi esaltato, come tutti gli altri pezzi, dalle insolite e raffinate sonorità dei bravissimi Adriano Sangineto (arpa celtica e clarinetto basso) e Roberto Colombo (vocoder, organo liturgico e synth basso).
«In questo concerto c’è un po’ una sintesi di quello che ho fatto e sto facendo da molti anni. Ma ho tanti altri progetti, come, per esempio, quello sulla musica sacra. Sono tutte cose per me molto importanti per percorrere la strada della musica non ripetitiva».
Una ricerca inquieta alla ricerca di qualcosa di più profondo, la sua, che ha fatto sì che, partendo dalla sua anima sia sempre andata alla ricerca dell’anima della musica.
E’ stato così con la musica indiana, con quella sacra (ha eseguito il Kyrie della “Missa Luba” congolese), ma anche col repertorio suo e di suoi modelli giovanili come De Andrè (di cui ha cantato “La canzone dell’amore perduto” e “Creuza de ma”) e “Impressioni di settembre” della PFM (in cui ha per diversi anni suonato Roberto Colombo e coi quali nel 2014 Antonella ha collaborato).
«Non ho mai realizzato le canzoni di un tempo in maniera identica all’originale.- ha precisato- Ho sempre cercato di travestire la mia musica di suoni diversi: è solo così che si ha la fortuna di avere a che fare con l’Arte e non con il marketing».
Missione compiuta, come dimostra l’entusiasmo consapevole che il pubblico di Courmayeur le ha riservato.
SCALETTA
- Elettrochoc
- Amore lontanissimo
- Per un’ora d’amore
- Non ti dimentico
- Controvento
- Tum hi Shiva
- solo Sangineto
- La canzone dell’amore perduto
- Creuza de ma
- Echi d’infinito
- Solo tu
- Impressioni di settembre
- Cavallo bianco
- Kyrie dalla Missa Luba
- Vacanze romane
- Greenleaves-Ti sento
- Guantanamera

