APPUNTI DI VIAGGIO (6): La processione del Venerdi’ Santo della Confraternita di Maria SS. Addolorata ai Cassari a PALERMO (2010)
Gaetano Lo Presti
Tra i riti più suggestivi della Settimana Santa palermitana c’è la processione dei simulacri di Maria SS. dell’Addolorata e del Cristo Morto, organizzata il Venerdì Santo dalla Confraternita dei Cassari. La Confraternita fu fondata nel 1775 da camerieri, staffieri e lacché in servizio presso le patrizie case palermitane (anche per questo che i confrati il venerdi santo portavano il frac) e da abitanti della zona facente capo alla strada detta dei “Casciari” per gli artigiani che un tempo la popolavano costruendo e vendendo casse, scale di legno, tavoli, “seggi di zabbara” e altri oggetti di legno. La sua sede è attualmente la Chiesa di Santa Maria La Nova, dove si è trasferita nel 1996 a causa dei lavori nella vecchia Chiesa Maria SS del Lume ai Cassari in Corso Vittorio Emanuele. Da qui, alle 16.30 del Venerdi’ Santo, la processione prende l’avvio, per farvi ritorno, intorno a mezzanotte e mezza, dopo aver percorso le vie del centro storico di Palermo.
Il simulacro dell’Addolorata è una statua alta 180 centimetri scolpita nel legno, intorno al 1790, da Girolamo Bagnasco. La mattina della processione un gruppo di consorelle (che dal 1972, quando è stato istituito, sfila in processione con un proprio abito e vessillo) provvede alla sua vestizione con sottovesti piene di ricami e eleganti abiti viola. Quindi l’Addolorata- ricoperta di un manto di velluto nero e con uno stellare d’argento dorato che le cinge il capo ed un pugnale d’argento che le trafigge il cuore- viene posta su una “vara” dipinta di nero coi simboli della passione.
Questa viene trasportata a spalle dai confrati, abbracciati a due a due per risparmiare spazio, che indossano una tunica nera con bordatura viola. I membri dell’esecutivo (dai “capoasta”, che indirizzano le aste, a quelli che con la “trottula” segnalano le pause e le ripartenze) indossano, invece, un frac.
Il Cristo Morto è,invece, un simulacro di cartapesta di autore ignoto che risale alla fine del XVIII secolo. il Giovedì Santo viene traslato dalla cappella dei Miseremini della Chiesa di San Matteo e deposto all’interno di un’urna dorata che viaggia su una “vara” realizzata nel 1934 dall’artigiano Giuseppe Manfrè.Oltre ad essere sorretta dai confrati, è scortata da alcuni “giudei” o “traditori” (cosi’ detti perchè colpevoli di avere ucciso Gesù) vestiti con un’armatura che richiama quella dei paladini.
Spettacolo nello spettacolo è la colonna sonora della processione eseguita da Bande che intonano suggestive marce funebri marciando molto lentamente con un passo cadenzato che dà l’effetto dell’annacata, perché tutto il corpo si lascia andare obliquamente rispetto al terreno. Tra tutte spicca il canto “Ah si, versate lagrime”, il cui incipit è il finale di una lauda del XVII secolo (“Ah Si, Versate lagrime, Angeli mesti in cielo,Vesti di lutto velo, L’amato ben morì./Morì, per man dei barbari,Morì trafitto in croce,Soffrì la pena atroce, Il redentor, spirò, morì spirò, il redento morì spirò./ Ah si versate lagrime,lagrime di dolore,tradito il buon Signore, in cielo salì.Mori, morì, morì.Morì, spirò il Redentor, Il Redentor Spirò”).
Il Venerdi’ Santo 2010, in particolare, la processione è stata accompagnata l’Associazione Musicale “S.Cecilia” di Valguarnera diretta dal Maestro Giuseppe Piscitello e l’Associazione Musicale “San Pio X” di Caltanissetta diretta dal Maestro Calogero Ottaviani.