Fu nella quiete del suo retrobottega che divenne uno dei poeti più importanti del Novecento, anche se, a lungo, si lamentò che, ad avere “molto più successo dei miei libri di versi”, fossero i cataloghi della libreria, che curava per il piacere di trasmettere un messaggio di cultura e bellezza. Nel 1938, a seguito delle leggi razziali promulgate da quel Mussolini che la libreria aveva visitato nel 1921, cedette la proprietà a Carletto Cerne, assunto come commesso nel 1924. “Il famoso Carletto– come scrisse in una poesia del 1948- che mi hai (più coi fatti che colle parole) aiutato a vivere”. Finita la guerra, Saba nel 1947 tornò in possesso della libreria, finché, nel 1958, Carletto ne divenne definitivamente proprietario comprando la quota ereditata dalla figlia del poeta Lina Saba. Dal 1981 la “Libreria antiquaria Umberto Saba” è gestita da Mario Cerne, figlio di Carletto, che custodisce, con passione e competenza, uno dei più originali templi della cultura italiana. Tra i preziosi libri antichi ospitati sui suoi scaffali d’epoca ci sono le Poesie di Saba del 1911 o la prima edizione del Canzoniere del 1921.
Le informazioni per scrivere questo post sono prese dal libro “La libreria del poeta Umberto Saba” di Elena Bizjak Vinci e Stelio Vinci
Umberto Saba con Carletto Cerne

