C’ERA UNA VOLTA (27)- E’ morto MARCO GAL, il poeta “a l’ençon (ai margini)”

Se il segreto della grande poesia è riuscire a trovare il tono giusto di parlare a se stesso, non c’è modo migliore per conoscere un poeta che frugare tra i suoi versi. “Su me stesso” è, per esempio, il titolo di una delle poesie più personali di Marco Gal, scomparso nel pomeriggio del 22 gennaio 2015. In essa il poeta, nato a Gressan nel 1940, ha scritto: “non sono un giocoliere di parole, ho vissuto il dolore. Cerco la veritàRead more

L’ELOGIO DEL MULO VALDOSTANO di Daniele Gorret

Per quanto io salga e io discenda queste valli, più non ritrovo la forma ispida-cordiale la marcia forte-certa del mulo valdostano ..Docili perfetti carichi o di sassi o d’uomini o provviste passavate: nipoti dei nipoti dei nipoti dei muli che vinsero la guerra (il Grappa il Pasubio l’Adamello): guerra o pace per voi uguale sempre sforzo sacrificio. Pure, ogni volta, c’era un punto fermo oltre il quale- soldato o contadino- il mulo non andava: questo punto chiamalo, se vuoi: UmanaRead more

DOPO UN PO’ di Veronica A. Shoffstall (1971)

Dopo un po’ impari la sottile differenza tra tenere una mano e incatenare un’anima. E impari che l’amore non è appoggiarsi a qualcuno, e la compagnia non è sicurezza. E inizi a imparare che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse. E cominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta e con gli occhi aperti, con la grazia di un adulto, non con il dolore di un bimbo. E impari a costruire tutte le tue strade oggi,Read more

ORSETTA FOA’: figlia d’arte, fine dicitrice, bella donna

Sono dieci anni che il pianista Giorgio Costa, piemontese ormai di casa ad Aosta, propone in Valle recital in cui accosta la poesia di Leopardi alla musica di Chopin con un partner d’eccezione come il grande attore ferrarese Arnoldo Foà. Nei “Sogni notturni: Leopardi e Chopin” che il 23 febbraio ha proposto al centro culturale La Place di Aosta ad affiancarlo è, invece, stata la figlia di Foà, Orsetta. «Più che un’attrice sono quella che una volta si definiva fineRead more

I mille modi di declinare il “non so” di WISLAWA SZYMBORSKA

“Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso? La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo. Ascolta come mi batte forte il tuo cuore.” Lo scorso febbraio bastò che Roberto Saviano leggesse a “Che tempo che fa” questi versi di “Ogni caso”, che i libri della poetessa polacca Wisława Szymborska (Kórnik 2 luglio 1923) si ritrovassero best sellers. Ottocento copie di “Gioia di vivere” andarono immediatamente a ruba suRead more

PERCHE’ NON E’ PER TUTTI FACILE CAPIRE LA POESIA

Spesso il linguaggio della poesia respinge tanti lettori, perché, leggendo una poesia, non la si capisce mai tutta subito. Ma, in fondo, anche la vita è così: dobbiamo accettare di non capirla tutta subito, ha dentro di sé qualcosa di enigmatico che resiste. Al di là della grande frattura, fra poesia e grande pubblico, verificatasi dopo il romanticismo, non c’è dubbio che la poesia vuole rimanere in uno sconcerto, in una sospensione, non può essere espugnata completamente. Tanto meno allaRead more

La comicità poetica e straniante di SBRONZI ALL’ALBA SENZA SIGARETTE

A metà tra concerto e reading poetico, tra serio e faceto, tra musiche originali e cover. In questa zona incerta ed instabile, fertilissima di stimoli e idee, si muove lo spettacolo “Sbronzi all’alba senza sigarette” che, rodato da un lustro di repliche, il 3 febbraio è sbarcato all‘Espace Populaire di Aosta per la rassegna “FolkStudio’12”. A proporlo sono stati il poeta torinese Guido Catalano, il pianista Andrea Gattico e la violinista giapponese Mayumi Suzuki. Gli ultimi due costituiscono un’ “orchestraRead more

NANDO GAZZOLO e NERUDA: la grande poesia nasce dal profondo dell’anima, per cui, scuotendola profondamente, può cambiarla

Il cileno Pablo Neruda (pseudonimo di Neftalì Reyes Basalto) è uno dei pochi poeti moderni la cui fama sia andata oltre l’ambito letterario, al punto da diventare protagonista di film (“Il postino”) e, addirittura, canzonette (“Lo diceva Neruda che di giorno si suda…!»). Il perché di questa popolarità lo si capì il 1° marzo 2008 nel corso del recital “…saprai che t’amo e che non t’amo…-le più belle poesie d’amore di Pablo Neruda” tenuto al Teatro Giacosa di Aosta daRead more

Il mondo in minore dei “Fleurs de papier” di EVA (e Charles) PELLISSIER

“Que itrandze la via (che strana questa vita)”, ha scritto EVA PELLISSIER in una delle centinaia di poesie che da più di 30 anni scriveva in patois e francese. “Ci sono persone tanto stanche di recitare la loro vita– continua la poesia- e ci sono persone costrette a partire senza aver goduto di tutti i loro giorni e vorrebbero tanto poter ancora odorare la pioggia, il vento, l’acre profumo dell’assenzio.” Questa condizione di perdita Eva l’ha provata più volte, visti i ripetutiRead more

Il canto libero di YANNIS RITSOS E MIKIS THEODORAKIS

Due che si sono conosciuti in un campo di concentramento non possono che apprezzare, più di chiunque altro, valori come amicizia e libertà. Se, poi, i due in questione sono un poeta come Yannis Ritsos e un musicista come Mikis Theodorakis (che il 29 luglio compie 86 anni) quando, com’è successo, questi valori li hanno cantati, lo hanno fatto come nessuno mai. I due artisti greci si conobbero, infatti, durante la guerra civile greca (che si protrasse tra il 1946 eRead more

MAX GAZZE’: per me la musica è il libretto d’istruzioni della realtà

Anche se è stato inserito tra i candidati solo all’ultimo momento, il quarantaquattrenne Massimiliano “Max” Gazzè aveva tutte le carte in regola per aspirare alla vittoria nel quarto Premio Mogol che si è svolto ad Aosta il 14 giugno. A cominciare, naturalmente, dalla canzone in gara, “Mentre dormi”, una soffice ballata in cui melodia fa rima con poesia. «E’ una canzone che descrive la sublimazione dello stato primordiale, nascente, dell’amore per un soggetto che può, indifferentemente, essere una madre, un figlio oRead more

APPUNTI DI VIAGGIO (9): La libreria antiquaria di Umberto Saba a TRIESTE (2011)

“Era una magnifica giornata del giovane autunno subito dopo l’altra-ultima- guerra. Passando per caso vidi per la prima volta e dall’esterno il vero antro funesto. Ricordo anche di aver pensato, fra me e me: che orrore se il destino mi obbligasse a passare là dentro il resto della mia vita! Cinque giorni dopo, e sempre per caso, avevo comperata la Libreria. Si deve arguire da ciò che, qualche volta, i nostri timori, i nostri disgusti, i nostri “tutto” sì, maRead more