
Per celebrarne il bicentenario della nascita oggi si terranno nel mondo oltre mille eventi, mentre, ad agosto, a Portsmouth sarà inaugurato il suo primo monumento (nonostante Dickens avesse definito “abominevole” questo genere di sculture).
Da anni, poi, Dickens rivive due volte l’anno a Rochester, durante il Summer (a giugno) e il Christmas (a dicembre) Dickens Festival che popolano la cittadina del Kent di una moltitudine di coloratissimi costumi ispirati alle sue opere.
Nel suo giardino venne montato lo “chalet svizzero”, regalatogli dall’amico attore Charles Fetcher e arrivato smontato dalla Svizzera, in cui Dickens scrisse “La piccola Dorrit”, “Grandi speranze”, “Il nostro comune amico” e “Il mistero di Edwin Drood”.
E’, infine, “nel piccolo cimitero sotto le mura del castello di Rochester” che voleva essere tumulato, ma una vera e propria sollevazione popolare fece sì che, dopo la morte, fosse portato da un treno speciale nel Poets’ Corner dell’abbazia di Westminster.
La sua originaria volontà di essere sepolto a Rochester è, però, ricordata da una targa posta nella Cattedrale «che odora di terra» che aveva citato in tre romanzi: “Grandi Speranze”, “Il Circolo Picwick” e l’incompiuto “Mistero di Edwin Drood”.
