
Pur lontana dai campi di battaglia anche la Valle d’Aosta pagò un alto prezzo di sangue ricordato nel libro “Sarre e i suoi figli nella Grande Guerra” opera di Santo De Dorigo, Amerigo Pedrotti e Adriana Meynet. I primi, due esperti di Grande Guerra, a descrivere dettagliatamente le operazioni al fronte, la Meynet, sarrolein, a sottolineare il prezzo in vite umane dei valdostani, in gran parte inquadrati nel “massacratissimo” Battaglione Aosta. Su 8500 soldati partiti in guerra, scrive, 3600 furono ospedalizzati, 850 prigionieri e 1557 morti.
Furono ben 27 i caduti di Sarre-Chesallet, ai quali il 22 giugno 1924, nella piazza del paese, venne innalzato il monumento ai caduti della Guerra Italo-Austriaca 1915-18. Sono tutti raffigurati in un poster stampato nel 1925 che raccoglie i “caduti e combattenti di Sarre Gazolo (che era l’italianizzazione di Chesallet, n.d.r.)”. E una delle immagini del ricco corredo fotografico del libro che, accanto ad alpini dimenticati, parla approfonditamente del capitano Octave Bérard, illustre sarrolein che durante la guerra fu insignito di due medaglie di bronzo ed una d’argento.
