
«Mentre stavo registrando “Capitão do Mar” (Capitano del Mare, ndr), che nel titolo cita una frase di “Dinamarca”, un brano di Milton e Gilberto Gil, ho pensato che sarebbe stato fantastico con la voce di Milton. Così ho scritto al figlio, che avevo conosciuto durante un concerto, e lui mi ha detto: perché non vieni a casa a faglielo sentire? Ci sono andato, gliel’ho chiesto, e lui mi ha risposto: “ci sto”. Lui che, forse, è il cantautore brasiliano vivente più conosciuto al mondo. Oltre alla musica, gli sono piaciute un casino le balene che si ascoltano nel pezzo.»
Il filo conduttore del disco, i viaggi e le migrazioni, sono, infatti, sintetizzati nell’immagine di copertina del valdostano Alain Joly, in cui si vedono i contorni di una balena, immersa nel bianco, che all’interno racchiude i due mondi, le Alpi e l’Oceano, in cui Puppi ha vissuto. «Le balene percorrono distanze allucinanti.- spiega Federico- Questa è la balena Jubarte, detta la balena cantante perché, per conquistare la femmina, il maschio deve cantare. E nel brano ho inserito proprio il canto di una balena adulta che insegna al figlio a cantare.»
Musicalmente è venuto fuori un orecchiabilissimo mix di musica tribale afrobrasiliana (in “Clareou” canta Ivo de Carvalho, santone della religione Umbanda), rock, jazz e suoni elettronici messo a punto nel suo studio di Copacabana. Disponibile su tutte le principali piattaforme digitali, il disco sarà presentato nel corso di un tour, in cui Puppi si proporrà come “one man show”, che a luglio approderà in Italia, toccando Biella (15 luglio), Montalto (25 luglio), il Jazz Club di Torino (27 luglio) e la Valle d’Aosta: il 21 luglio a Champorcher, il 3 agosto alla Cittadella di Aosta (con le installazioni luminose di Andrea Carlotto), il 9 agosto all’Étroubles Jazz Festival e il 10 o 11 agosto al Wine Note di Nus.
