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Ad Aosta una serata speciale con le “Master Song” di Alice

Dopo il successo delle date estive, il 16 novembre ha preso il via il tour nei teatri di Alice con il progetto “Master Songs”, un viaggio nelle più belle canzoni del suo repertorio. La sera del 17 gennaio è approdato in un Teatro Splendor di Aosta sold out, in compagnia di Carlo Guaitoli (pianoforte, tastiere e arrangiamenti), Antonello D’Urso (chitarre) e Chiara Trentin (violoncello acustico ed elettrico).

«Dopo quattro intensissimi anni in cui ho reso omaggio a Franco Battiato, attraverso un tour e l’album ‘Eri con me’, realizzato con I Solisti Filarmonici Italiani e Carlo Guaitoli,- ha spiegato Alice- ho sentito il desiderio di poter condividere anche canzoni che hanno determinato e delineato il mio percorso musicale e artistico, che sento in modo speciale e che in questo momento storico e della vita considero molto significative: “Master Songs”, appunto. Per me è un privilegio condividere un frammento di vita e dar voce a musica e parole, poesie, canzoni che possono parlarci, vivificarci e unire».

Si è, quindi, vista Alice interpretare canzoni di cantautori italiani che sono stati «una vera grande ricchezza culturale e artistica e sono più attuali che mai». Da Guccini a Fossati, e, ancora, De Andrè, Dalla, Gaber, De Gregori, Camisasca. E, naturalmente, tanto Battiato. L’incontro, nel 1980, con il cantautore siciliano fece decollare la carriera di Carla Bissi, che allora si faceva chiamare Alice Visconti. Arrivò il successo con “Il vento caldo dell’estate”, seguito, nel 1981, dal trionfo sanremese di “Per Elisa”.

«E’ stato un incontro animico, di compatibilità. Grazie a lui ho cominciato a cantare le canzoni che scrivevo, e poi ne abbiamo scritte tante insieme che hanno avuto molta fortuna. Siamo diventati amici, abbiamo condiviso tante cose. Riusciva sempre a tirare fuori il meglio delle persone».

C’è stato spazio anche per le canzoni scritte dalla stessa Alice. Da sola: come “Gli ultimi fuochi”, “Dammi la mano amore” («scritta in un barlume di coscienza in periodo importante della mia vita») e “Il contatto” («scritta in un periodo che avevo attività onirica intensa»). O con Battiato (“Una notte speciale”).

Ha musicato anche la poesia “‘inniò'”che vuol dire pressapoco in nessun dove») di Pierluigi Cappello e “La recessione ” di Pier Paolo Pasolini. Con “‘Anìn a grîs’” di Maria Di Gleria hanno costituito l’omaggio alla terra, il Friuli, in cui Alice vive da anni.

I 70 anni, compiuti il 26 settembre scorso, sono stati occasione per pubblicare, per Rizzoli Lizard, l’autobiografia “L’unica via d’uscita è dentro”, scritta con il compagno Francesco Messina. «Giunta ad un compleanno importante sono ancora qui con il privilegio di vivere in mezzo alla musica e alle sue storie.– vi scrive- Al di là dell’opinabile qualità o meno di quanto fatto, poter scrivere e cantare di ciò che mi stava a cuore, pienamente libera dalla necessità di considerazione e dal giudizio altrui, ha richiesto un bello impegno ed è di questo che voglio raccontare in questo libro».

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