Site icon Il blog di Gaetano Lo Presti

“L’ultimo chiuda la morta!!!” di LINO GIUSTI e ANTONIO DI STEFANO

Chiuda la morta.jpgBlogNon è un caso che gli aforismi si definiscano “pillole di saggezza”, visto che i primi ad usarli furono Ippocrate e i medici della Scuola salernitana. Non è, quindi, un caso nemmeno che  Lino Giusti e Antonio Di Stefano abbiano sottotitolato “Uforismi: battute … dell’altro mondo” il libro “L’ultimo chiuda la morta!!!” pubblicato per “NovantaCento Edizioni”. I due fanno, infatti, gli Informatori Medico Scientifici e tra un campionario e l’altro sciorinano ai loro clienti medici il vastissimo repertorio di battute che hanno raccolto anche in vari altri libri, tra cui il famoso “Stupidario medico” pubblicato da Di Stefano nel 1992 per Mondadori. Una vera e propria “risoterapia” la loro, che, grazie ad una comicità basata sui “cambi di prospettiva”, allevia l’animo più di mille pastiglie. “Non si finisce mai d’appendere”, come direbbe la guardarobiera. Quando, infatti, uno si sente “più Confucio che persuaso”(come disse Buddha), con “i nervi a fior di palle”(come il malato di varicocele) deve prendere coscienza che “è inutile piangere sul lotto versato”(come fa il sistemista sfortunato). Ecco, allora, che non c’è niente di meglio che le centinaia di battute raccolte da Giusti e Di Stefano per rendersi conto che “la vita è bella…ma il culo è meglio”. “Non capta tutti i giorni” (come fanno certe antenne un po’ così) di trovare un umorismo “con una marca in più”(come piace al plurigriffato) che “non lascia niente di attentato” (come fa il bombarolo) per raggiungere “uno scoop nella vita” (come piace ai giornalisti): far ridere, ridere, ridere. Completano il tutto le vignette di Giuseppe Lo Bocchiaro che visualizzano al meglio alcune battute. Ma siccome “non tutte le ciambelle riescono col muco” (come capita al pasticciere raffreddato), il libro lascia un atroce dubbio: “ma Mirò fece poi centro?”. “Fiat voluntas nei”, concluderebbe Bruno Vespa.

Exit mobile version