
Sulle proprietà della musica hai scritto addirittura una canzone, “Una musica può fare”, in cui, tra le altre cose, canti: “una musica può fare amare soltanto parole, una musica può fare parlare soltanto d’amore”…«Lì parlo dei massimi sistemi, della mistica della musica che per me è come il libretto d’istruzioni della realtà. Perché tutto è musica, la materia stessa è suono rallentato. E’ come il Big Bang senza il quale saremmo tutti polvere. Siamo tutti immersi nella musica.»
Battuta al Premio Mogol da “Le tasche piene di sassi” di Jovanotti, “Mentre dormi” ha, comunque, già vinto un David di Donatello 2011 come “miglior canzone originale” nel film “Basilicata coast to coast” di Rocco Papaleo (autore anche del video ufficiale della canzone), film nel quale Gazzè ha interpretato un musicista muto. «Tutto nasce e finisce nel silenzio.– ha chiosato, a tal proposito, Max- Non ci potrebbe essere musica se non ci fosse il silenzio che la precede. Se, poi, la musica serve a veicolare significati emotivi, l’essere in arte può aversi anche senza produrre suono.»
Sei d’accordo con quanto è stato detto nella conferenza stampa di oggi che nella musica c’è già la parola? «Sì, ma sono convinto anche del contrario, che, come diceva Mallarmé, “la poesia è già musica”. L’insieme, poi, di parole e musica è un’altra forma di linguaggio, che, grazie all’alchimia che si stabilisce, riesce a veicolare significati che vanno oltre l’emotività della musica o della poesia, comunicando al di là delle capacità che il cervello ha di interpretare certe cose.»
