
Non ebbero, invece, bisogno di tante spiegazioni i tanti suoi ammiratori che il 30 luglio 2011 affollarono il Teatro Romano, dove Jarreau si esibì per “Aosta Classica”.
Nella cornice del Teatro Romano ci riuscì particolarmente bene, anche perché, nonostante l’età e gli acciacchi, dimostrò di conservare la verve di intrattenitore perfezionata agli esordi quando si esibiva nei nightclub negli intervalli degli shows di star della comicità come Bette Midler e John Belushi. L’infinita gamma di smorfie della sua faccia si riflesse, mentre cantava, nell’arcobaleno di sfumature della voce che, con un processo di composizione istantaneo, ricrearono e fecero propri i motivi in scaletta.
«Ho portato il mio stile in tutto quello che ho fatto.– precisò- Penso che la cosa più semplice
Ad Aosta lo accompagnò una meravigliosa band formata da Joe Turano (sassofoni, tastiere e direzione musicale), John Calderon (chitarre), Chris Walker (basso e, anche lui, bravissimo cantante), Mark Simmons (batteria) e Larry Williams (piano e flauto). «Sono contento di condividere una parte della grande storia di questo antico Teatro Romano.- commentò- La scaletta di questo concerto prevede alcune canzoni dei miei primi album, che contengono alcuni miei successi, e del materiale nuovo, compreso “Double Face”, che lo scorso autunno è stato nelle classifiche europee e adesso lo è negli USA.»
“Double Face” è frutto della collaborazione col musicista italiano Lino Nicolosi, quali altri rapporti ha con la musica italiana?, chiesi. «Lo scorso anno ho registrato con i Musica Nuda e Mario Biondi. L’Opera italiana, poi, è fantastica e quando mi esibisco in Italia a volte canto la mia versione di “Caruso” e mi piace molto quando il pubblico la canta con me.»
Ad Aosta non cantò “Caruso”, in compenso finì con una versione da pelle d’oca di “Your Song” di Elton John, la canzone che l’ha reso celebre in Italia. E furono, sicuramente, in tanti a dedicargli i versi: How wonderful life is while you’re in the world.
