
Proprio agli arrangiamenti jazz di alcune musiche della Scuola di Canterbury è stato dedicato il concerto che il 29 ottobre ha aperto la rassegna Espace Jazz dell’Espace Populaire di Aosta. Protagonista è stata l’Artchipel Orchestra formata da ben diciotto musicisti, tra i quali il pianista aostano Beppe Barbera. A dirigerla è il batterista milanese Ferdinando Faraò, ideatore di un progetto che l’1 e 2 novembre si concretizzerà nella registrazione di un cd. «E’ una musica– ha spiegato- che, oltre che la storia del rock, ha segnato la mia adolescenza. Il notevole spessore qualitativo le permette di essere molto viva ed attuale, per cui, in occasione del ventennale della morte di uno dei suoi protagonisti, Alan Gowen, ho pensato di arrangiare jazzisticamente musiche sue e di Dave Stewart, che hanno fatto parte degli Hatfield and the North, di Fred Firth, degli Henry Cow, e di Mike Westbrook che con questi ultimi ha collaborato.» Il nome dell’orchestra, Artchipel, fonde il suffisso Art (che evoca l’Art Rock di Canterbury) con la parola “archipel” che in francese vuol dire arcipelago. «La band è un arcipelago sonoro– continua Faraò- alcune “isole” cambiano di volta in volta, ma il risultato finale è sempre di forte identità e di grande impatto scenico. La caratterizza,inoltre, la trasversalità, anche anagrafica, per cui, accanto a nomi autorevoli del jazz italiano, l’Orchestra dà spazio a giovani musicisti di talento.»
