
Ma questo si sapeva. A certificarlo è stata gente come Herbie Hancock (“quando canta– ha detto- ha una luce dentro”) o Elton John (che l’ha definita “una delle più belle voci del mondo“). Rispetto all’ultima volta in Valle, 11 anni fa («E’ gravissimo che sia passato tanto tempo dall’ultima volta che sono venuta in Valle.– ha detto- Prometto che non si ripeterà»), ha, però, messo in mostra qualcosa in più. Una sicurezza nuova, innanzitutto («la mia parte che aveva paura si è assopita, lasciando spazio a quella che canta per il piacere di farlo»). Ma, anche, una maggiore capacità di giocare. Con le note e, soprattutto, con sé stessa. Sarà per i 41 anni compiuti il giorno prima. O per la nascita del figlio Samuel, avuto il 18 febbraio 2010 dal cantautore e ballerino romano Emanuel Lo («stasera si conclude il tour iniziato a gennaio, sono proprio una madre disgraziata ad abbandonarlo tutto questo tempo»). Il risultato è, in ogni caso,un atteggiamento più ironico e disincantato verso la vita, ben simboleggiato dal naso rosso da clown che, su una delle magliette che ha indossato, ammiccava buffo sul romantico volto di Audrey Herpburn in “Colazione da Tiffany”.
Come, del resto, gli altri membri della “fortissima” band che accompagnava la cantante che comprendeva Mike Scott (chitarre), Mylious Johnson (batteria), Claudio Storniolo (piano e tastiere), Gianluca Ballarin (tastiere), Diana Winter e Chiara Vergati (vocalist). Una vera e propria “rhythm machine” (per parafrasare “Sex machine”, il pezzo di James Brown cantato da Sonny per permettere a Giorgia di cambiarsi), espressasi al meglio nell’interpretazione dei pezzi più danzerecci, che però, a causa di un servizio di sicurezza eccessivamente burbero, hanno stentato a coinvolgere gli spettatori che gremivano il Palais. Al punto che c’ha dovuto pensare la stessa Giorgia a dar loro un aiutino: «Sono troppo trasgressiva se vi chiedo di ballare? Anche sul posto, in modo da non innervosire i signori del servizio d’ordine.» Finale con due cover: un omaggio a Whitney Houston e l’infuocata “I gotta feeling” di The Black Eyed Peas.
