
Nonostante la giovane età, la ventisettenne contrabbassista, cantante e compositrice statunitense vanta un curriculum da Guinness dei primati. E’, per esempio, la prima jazzista ad aver vinto, lo scorso anno, il Grammy Award nella categoria “Best New Artist”, divenendo uno dei nomi più ricercati su Google per capire chi fosse questa semisconosciuta che aveva battuto l’idolo pop Justin Bieber scatenando l’ira delle sue fan (hanno ricoperto la sua pagina Wikipedia di tanti e tali insulti che è stata bloccata).
Tutti d’accordo anche i critici che la giudicano una che ha svecchiato l’ambiente facendo entrare il jazz negli iPod dei ragazzini e rendendo di nuovo sexy una musica che da troppo tempo non lo era più. Perché, anche se lei cerca di sminuire, Esperanza è anche una bella ragazza che nei concerti si presenta vestita elegantemente indossando scarpe con tacco 12. Fa del resto di necessità virtù visto che, anche così, arriva a stento a uno e sessantacinque, stabilendo col contrabbasso un rapporto del tipo “il gigante e la bambina”. «So di essere minuta,- ha confessato- e che l’immagine di me alle prese con uno strumento così grande accende fantasie. La mia relazione con lo strumento è fisica, con lui il mio corpo si sente perfettamente a suo agio.»
Il tour che ha toccato Bard, fa seguito alla pubblicazione dell’album “Radio Music Society” in cui la Spalding ha cercato di rendere fruibile il jazz nelle normale programmazione radio dandogli una veste da pop song e affiancando a proprie composizioni covers di artisti come Stevie Wonder e Shorter. E sono state le sue canzoni a dominare la scaletta, mentre a rendere anche visivamente il concetto guida del cd c’era, sul palco, la scenografia di una grande radio dietro la quale ha suonato una robusta sezione di fiati, cuore pulsante di un ottimo gruppo.
Us
Crowned and kissed
Hold on me
Can’t help it
Smile like that
Cinnamon tree
Black gold
vague suspicion
Endangered species
Radio song
BIS: Throw it away
