«Fino ad una certa età ho fatto la musica delle persone che mi piacevano.- ha confidato prima del concerto- Quando i miei amici smisero di ascoltare hardcore e cominciarono ad ascoltare rap, mi accorsi che mi veniva decentemente perchè ho una certa facilità di parola ed in testa i ritmi sincopati del batterista. Avendo un grosso background familiare di canzoni mi venvano anche dei bei ritornelli che, però, come nel caso di “Aspettando il sole”, chiamavo altri a cantare. Finchè, per non avere il piede in due scarpe, ho deciso che era ora che facessi delle canzoni vere e proprie e me le cantassi.»
«Lo spartiacque della mia formazione musicale è stato il film “Blues Brothers”.- ha raccontato- Lì capii che mi piaceva la musica nera, quella che ha un “groove”, cioè un coinvolgimento ritmico, e un’anima. Una volta che hai una musicalità blues puoi fare di tutto: dall’hardcore al reggae. Quando compongo un pezzo la mia massima aspirazione è che sia “groovosa”. Poi una volta esce il rap, una volta il pop o, come nell’ultimo cd, l’elettronica piena di melodia. L’importante è il rispetto verso di me e la mia creatività e verso gli altri, in modo da non dargli delle cose finte.»
Nel corso di alcune delle sue tante incarnazioni musicali Neffa ha ricordato di essere già venuto a suonare in Valle. «Credo di esserci stato coi Sangue Misto e, forse, coi Negazione. Sicuramente conosco bene i vostri Kina che mi sono sempre piaciuti molto. Coi Negazione avevamo in scaletta la loro “Questi anni”, una gran bella canzone.»
Si ringraziano per le foto il Forte di Bard e Luca Benedet

