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Grande Musica, ma anche Teatro, per il ritorno ad Aosta di ELIO E LE STORIE TESE

A 5 anni dall’annunciato scioglimento (o, meglio, “pausa a tempo indeterminato”) dopo 37 anni di attività, sfiniti dal dover rispondere alla domanda «Quando tornate insieme?», dal 30 settembre Elio e le storie Tese sono tornati in tour con lo spettacolo “Mi resta un solo dente e cerco di riavvitarlo”. 44 date che si concluderanno il 21 dicembre a Reggio Emilia.

La sera del 14 dicembre hanno toccato anche il Teatro Splendor di Aosta per il cartellone della Saison Culturelle. Con l’ennesimo sold out.

«Questa volta- ha spiegato il bassista Nicola Fasani, alias Faso– più che il classico show da rock band è uno spettacolo teatrale in cui, tra un brano e l’altro, abbiamo tutti ampi spazi in cui parlare. Anche perché, visto i tanti posti liberi, è il nostro tentativo di impadronirci della cultura italiana». Ecco, quindi, la grande prosa del tastierista Vittorio “Carmelo” Cosma che ha introdotto “Il vitello dai piedi di balsa”. O la grande poesia del chitarrista Cesareo (Davide Luca Civaschi) prima di “Valzer transgenico”. O, ancora, la grande narrativa de “Il cardellino ubriaco” di Elio ( Stefano Belisari) che ha introdotto “Pork & Cindy”. Ma, anche, la storiella de “L’ammaestratore di cozze” raccontata dal batterista Christian Meyer mentre suonava con un virtuosismo divertito, che a tratti ha ricordato il Gegè Di Giacomo di Carosone. O, ancora, il blues di Faso che ha introdotto “Supergiovane”. «Quando il regista Giorgio Gallione mi ha proposto questo testo ho riso credendo l’avesse scritto lui. Invece mi ha fatto notare che l’aveva preso da quello che avevamo scritto noi nel libretto del disco del 1992 ed io avevo dimenticato».

Da fan della band Gallione ha pure selezionato le canzoni in modo da costruire una narrazione che fosse un viaggio, più o meno comico e surreale, dentro gli usi e costumi italiani. «A parte “La Terra dei Cachi”, con la quale c’eravamo subito resi conto che, per le caratteristiche descritte della nostra italianità, era già un evergreen appena scritto, ci sono altre canzoni che all’epoca apparivano surreali e adesso sono diventate reali. Da “La follia della donna”, in cui nel 2009 ironizzavamo sulla la moda dei tatuagi, che adesso è normale ma all’epoca era strana, a “Valzer transgenico”, che questa volta suoniamo per la prima volta dal vivo, che nel 2006 parlava già di cibo geneticamente modificato».

Accanto ad Elio, Faso, Cesareo e Christian Meyer, sul palco dello Splendor completavano la formazione il silenzioso tastierista Jantoman (Antonello Aguzzi), la bravissima cantante Paola Folli e la variabile impazzita dell’architetto Luca Mangoni. Oltre a folleggiare col costume da “supergiovane”, da fatalona ed un tutina color carne, ne “Il vitello dai piedi di balsa” Mangoni ha duettato con Cosma in una parodia di “Brividi” di Mahmood e Blanco.

«C’è poca differenza tra la Terra dei Cachi del 1996 e quella del 2023,– ha continuato Faso- nel senso che siamo sempre vincolati a certi meccanismi surreali che regnano in Italia. E rimarremo Terra dei Cachi finché non impareremo a rispettare ed amare il nostro territorio e a farlo fruttare. Visto che in Italia abbiamo delle cose che gli altri paesi se le sognano». Una di queste cose sono proprio Elio e le Storie Tese che con la loro ironia surreale sono riusciti a sdoganare una musica evoluta che, in un referendum di “Rockol”, li ha fatti eleggere miglior artista italiano del decennio 2001-2010. Senza aiuto di basi né Auto-Tune, come ha precisato Elio a fine concerto. Ma con un uso intensivo dei voice change che hanno permesso loro di cambiare comicamente le voci durante tutto lo spettacolo.

La standing ovation finale sulle note di “Tapparella” ha confermato quanto il pubblico li ami. «L’avevano toccato con mano nei due “concertozzi” benefici di Bergamo (nel 2022) e Carpi (nel luglio 2023) che ci hanno convinti a tornare in attività. A Carpi c’erano 12.000 spettatori entusiasti e commossi, per cui abbiamo capito che forse la gente voleva che tornassimo a suonare».

SCALETTA

1)Unanimi

2)La terra dei cachi

3)Arriva Elio

4)Uomini col borsello

5)Supergiovane

6)Il vitello dai piedi di balsa

7)Valzer transgenico

8)Pork & Cindy Batterista

9)Servi della gleba

10)La follia della donna

11) Parco Sempione (“l’integrazione va fatta senza se e senza ma, …a casa loro”)

12) Cameroon

14) Gimmi I.

15) Storia di un bellimbusto

16 Il vitello dai piedi di balsa reprise

17) Urna (“spoiler: moriremo tutti, ma più che il finale è importante la trama”)

18) Born to be Abramo

19) Arrivederci

20)Out Into the Daylight

21) Tapparella

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