
Ambientalista, militante, appassionata lettrice, l’aostana Maria Pia Simonetti è soprattutto una bravissima scrittrice. Autrice di una decina di libri (tra narrativa e saggistica), il 5 dicembre 2025, al Salone Ducale di Aosta, ha presentato “Viaggi di nozze ad Aosta- Topazia Alliata, Fosco Maraini e la montagna”, la sua ultima opera, pubblicata nella collana “Sulle montagne” di LeChâteau.
Il libro nasce da uno dei tanti quaderni scritti da Fosco Maraini, antropologo, orientalista, alpinista, fotografo e scrittore italiano, morto nel 2004. La particolarità è che il quaderno contiene la storia romanzata della permanenza di Fosco e sua moglie, la nobile siciliana Topazia Alliata, ad Aosta.
I due, freschi sposini, vi arrivarono nel settembre 1935 a bordo di una grossa Bmw, perché il ventitreenne Fosco, istruttore di sci alpino, era stato richiamato al IV Alpini dai venti di guerra delle avventure coloniali dell’Italia fascista. Andati ad abitare in regione Saraillon, la bella “madamin dël sor tenente” destò inevitabilmente sensazione frequentando la mensa degli alpini, imparando a sciare con gli allievi del marito e facendo ascensioni come la Tour Ronde sul Bianco.
Per le sue imprese Fosco le fece costruire una picozza su misura ,con la quale Topazia, bravissima pittrice, si dipinse in un autoritratto.
Alla moglie Fosco dedicò il quaderno “AO 1001” in cui, in forma di racconto, romanzò una “Guida illustrata ad alcune cose in Aosta” in cui Topazia, trasformatasi in Dacia (che era uno dei suoi sette nomi e fu il nome della figlia, la celebre Dacia Maraini, che del libro ha fatto la postfazione) viene guidata in giro per Aosta dallo studente di medicina Vanni Guidoz (alter ego di Fosco e proprietario della moto targata AO 1001).
Accanto alla descrizione dell’Aosta d’antan, coi suoi monumenti (alcuni disegnati da Fosco) e strutture a volte sparite (Hotel Couronne), ci sono riflessioni sulla valdostanità, sulla povertà della popolazione, sulla “forte miopia” del regime nel proibire l’uso del francese e su un modello di femminilità fascista subordinata che era l’esatto opposto di com’era Dacia/ Topazia.
Nel novembre 1935 i due sposi ripresero la moto in direzione Bagheria, ma le Montagnes valdôtaines che avevano “qualcosa di divinamente pulito” rimasero nel loro cuore. In particolare di Fosco, autore di imprese anche in Tibet.
Al rapporto tra letteratura e montagna è dedicata l’ultima parte del libro. «Perché la magnifica montagna non è riuscita a sfociare nel gran fiume della letteratura, mentre il mare sì?», si doleva Maraini.
