
Troppo presto (aveva appena 52 anni) e troppo crudelmente (dopo una lunga lotta con un tumore partito dal rene). Leggendo il suo blog, http://guercinate.blog.kataweb.it/, si poteva notare come la malattia non gli avesse, comunque, tolto quella voglia di giocare con le parole che ne aveva fatto uno dei pochissimi scrittori valdostani col vezzo “folle” di portare avanti da queste parti la satira di costume. Per lui la scrittura era, in realtà, solo un hobby perché lavorava alla Biblioteca Regionale di Aosta, ma la sua aspirazione era “essere scrittore con l’hobby della biblioteconomia”.
Fra questi l’aspirazione di scuotere gli abitanti di un “paese dei campanacci”, come definiva la Valle, “nel quale il bilinguismo è una grande opportunità di tacere in due lingue”. Un aforisma, questo, che era piaciuto molto a Beppe Grillo che nel 2002 aveva riscosso grandi applausi citandolo al Palais Saint-Vincent.
Ai suoi funerali, svoltisi in forma civile la mattina del primo marzo 2010, sono echeggiate le note di “Hallelujah” di Leonard Cohen cantata da Jeff Buckley: “Ho fatto del mio meglio, non è stato molto. Ho detto la verità, non sono venuto a raggirarti. E anche se fosse stato tutto sbagliato, starò dritto davanti al Signore della canzone. Solo con l’Hallelujah nella mia bocca”.
Chissà se, bussando alle porte del Paradiso, avrà trovato la segreteria telefonica che s’immaginava: ”Dio non c’è. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico”.
