
Fu il caso dell’album “Aux armes et cætera” (in cui è contenuta “Brigade des stups”) nella cui title track stravolse, a ritmo di freggae (french reggae), “La Marsigliese” attirandosi le minacce di morte dei veterani di destra della guerra d’indipendenza algerina.
Delle canzoni lanciate dal duo La Brigade esegue anche “69 année érotique”, “L’Anamour”, “Ballade de Melody Nelson” e “L’hôtel particulier”. E, poi il protorap “Requiem pour un con” e l’hit “Couleur Cafe”. «La sua vita spericolata ha messo in secondo piano le qualità musicali,- osserva Magliano- ma Gainsbourg è stato un precursore passando dalla canzone yé-yé al jazz, dalla musica afro al reggae. Nella stessa Francia non ha la considerazione di altri cantautori storici, e nei mercatini è difficile trovare i suoi vinili. Ma sono molti i musicisti moderni che gli hanno reso omaggio: dagli Air a John Zorn, da Belinda Carlisle ai De La Soul.»
