
«L’essere fuori dal circuito commerciale faceva sì che suonassimo quello che eravamo.- ricorda Milani- Le nostre canzoni hanno, così, toccato corde particolari, perché quello che abbiamo fatto continua ad arrivare. Durante le successive reunion ho notato che nel pubblico, che andava dal sedicenne al cinquantenne, c’era un coinvolgimento emozionale stupefacente.» La “fame” di Kina si è espressa anche nella ricerca spasmodica dei loro album, i prezzi dei quali sono lievitati tra i collezionisti. «Noi siamo sempre stati per la fruibilità più totale dei nostri lavori– continua Milani- per cui abbiamo pensato di rendere nuovamente disponibile, ad un prezzo calmierato, il vinile di “Se ho vinto, se ho perso”, il più richiesto, del quale rimanevano ormai pochissime copie che tra i collezionisti stavano salendo vertiginosamente di prezzo.» Se la veste grafica della ristampa è assolutamente uguale all’originale, la rimasterizzazione e l’aumento della grammatura del vinile ne hanno migliorato la resa sonora. Il tutto al modico prezzo di 12 euro, più 6 di spedizione. «Se interessa una copia contattate me o Gianpiero Capra su Facebook, vi arriverà a casa un pacco confezionato con l’esperienza accumulata negli anni. Dal 1983 abbiamo spedito dischi della Blu Bus in tutto il mondo: dal Messico al Giappone, dal Canada ad Israele.» Perché avete ristampato proprio “Se ho vinto, se ho perso”? «E’ un disco del 1989 che ha segnato un punto di svolta per il punk italiano e non solo. Abbiamo affinato la tecnica e il modo di suonare assieme, sperimentando pezzi un po’ più riflessivi e lenti, con melodia e intreccio di voci. Contiene molti dei nostri cavalli di battaglia: da “Occhi di rana” a “Cosa farete” e, soprattutto, “Questi anni”, il nostro inno più conosciuto.»
