I KINA ristampano il vinile di “Se ho vinto, se ho perso” a 28 anni dalla sua pubblicazione

Milani Sergio blog 832485177_1103757180_oFu vent’anni fa, nell’estate 1997, che il bassista Gianpiero Capra disse agli altri membri dei KINA: «Ragazzi, basta!» Basta faticosi tour in giro per mezza Europa a bordo di un Transit diesel. Basta dischi autoprodotti per un’etichetta, la “BLU BUS”, che, quando, nel 1984, l’avevano fondata da quel pulmino aveva preso il nome. Basta, soprattutto, concerti. Dopo tre lustri di vita si concludeva così la parabola degli aostani Kina, “best italian Punk from Aosta”, come ancora adesso vengono definiti in Germania, il paese dove hanno più suonato(«abbiamo fatto più concerti a Berlino che ad Aosta», è solito osservare il batterista Sergio Milani). Ma si sono esibiti anche in Spagna, Svizzera, Francia, Olanda, Belgio, Danimarca, Norvegia e Polonia, arrivando a condividere il palco con gruppi come Scream e Fugazi. Tutto grazie alla volontà ed al talento di Capra, Milani e del chitarrista Alberto Ventrella, che dei Kina sono stati il nucleo storico.

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«L’essere fuori dal circuito commerciale faceva sì che suonassimo quello che eravamo.- ricorda Milani- Le nostre canzoni hanno, così, toccato corde particolari, perché quello che abbiamo fatto continua ad arrivare. Durante le successive reunion ho notato che nel pubblico, che andava dal sedicenne al cinquantenne, c’era un coinvolgimento emozionale stupefacente.» La “fame” di Kina si è espressa anche nella ricerca spasmodica dei loro album, i prezzi dei quali sono lievitati tra i collezionisti. «Noi siamo sempre stati per la fruibilità più totale dei nostri lavori– continua Milani- per cui abbiamo pensato di rendere nuovamente disponibile, ad un prezzo calmierato, il vinile di “Se ho vinto, se ho perso”, il più richiesto, del quale rimanevano ormai pochissime copie che tra i collezionisti stavano salendo vertiginosamente di prezzo.» Se la veste grafica della ristampa è assolutamente uguale all’originale, la rimasterizzazione e l’aumento della grammatura del vinile ne hanno migliorato la resa sonora. Il tutto al modico prezzo di 12 euro, più 6 di spedizione. «Se interessa una copia contattate me o Gianpiero Capra su Facebook, vi arriverà a casa un pacco confezionato con l’esperienza accumulata negli anni. Dal 1983 abbiamo spedito dischi della Blu Bus in tutto il mondo: dal Messico al Giappone, dal Canada ad Israele.» Perché avete ristampato proprio “Se ho vinto, se ho perso”? «E’ un disco del 1989 che ha segnato un punto di svolta per il punk italiano e non solo. Abbiamo affinato la tecnica e il modo di suonare assieme, sperimentando pezzi un po’ più riflessivi e lenti, con melodia e intreccio di voci. Contiene molti dei nostri cavalli di battaglia: da “Occhi di rana” a “Cosa farete” e, soprattutto, “Questi anni”, il nostro inno più conosciutoKINA maggio 2016 4978_3918818730692141870_n

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