
“Pour Nani Svampa avec mon amitie et un grand mercì pour ses traductions-Georges Brassens”. E’ la dedica scritta dal grande cantautore francese sulla copertina di un suo disco regalato al suo più grande cultore italiano: Nanni Svampa (Milano 28 febbraio 1938- Varese 26 agosto 2017). «
Lo conobbi personalmente solo nel 1973, – mi aveva raccontato- dopo che da 8 anni gli spedivo i miei dischi con le traduzioni delle sue canzoni in milanese che avevo iniziato a fare nel 1962, durante i mesi di naja. Andai ad ascoltarlo al Bobino e feci con lui una lunga chiaccherata nella sua casa di Rue Santos Dumont. Me lo ricordo molto cordiale e sereno. Ero con Franca Mazzola e Lino Patruno, con cui parlò dei suoi legami con il mondo del jazz francese.»
Nel 1991 Svampa ricordò a Milano il decimo anniversario della sua “assenza” con una tre giorni- “MilanoEuropa per Brassens”- che vide la partecipazione di grandi interpreti che proposero versioni del cantautore francese in castigliano (Paco Ibanez), catalano (Miquel Pujadò), tedesco, ceco, inglese(Crystal White), piemontese(Fausto Amodei), italiano (Medail, Oreglio,Negri) e, naturalmente, milanese (Svampa). E fu, proprio quando venne ad Aosta per cedere i diritti del filmato televisivo dello spettacolo alla sede valdostana della RAI che, nel settembre 1996, lo conobbi.
Tornò, infine, a cantare Brassens alla Saison Culturelle. Il 29 aprile 1998 fu, infatti, protagonista, al cinema Giacosa di Aosta, dello spettacolo “Hommage à Georges Brassens” con la cantante francese Valérie Ambroise. «Consiglierei l’ascolto di Brassens a tutti i giovani- mi aveva ripetuto- potrebbero scoprire la sua poesia,il senso dell’umorismo e l’originalità di un linguaggio giocato sui doppi sensi e sul ribaltamento dei modi di dire. E poi la grande umanità che, con il gusto dell’ironia, condiva perfino le invettive. Un poeta buono per tutte le età, che da la forza di andare avanti anche nei periodi di crisi. Ho sempre presente come rispose a chi gli chiese quando sarebbe stato troppo vecchio per cantare: “Non saprei, ho solo cinquantaquattro anni”.»
