JUKEBOX (11)- “Jenny” degli ALUNNI DEL SOLE

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Alunnidelsole, Paolo MorelliA chi ha meno di cinquant’anni il nome di Paolo Morelli, morto il 9 ottobre 2013 per infarto, dirà poco. E, probabilmente, anche quello degli Alunni del Sole, il gruppo per il quale, tra il 1968 ed il 1979, compose un mucchietto di canzoni di cui la musica italiana può menar vanto: da “…E mi manchi tanto” a “Un’altra poesia”, da “A canzuncella” (classico reinterpretato da Ornella Vanoni ed Enrico Ruggeri) a “Liù” (con cui vinsero il Festivalbar 1978).

La vena compositiva di Morelli non si limitava, però, a sfornare melodie nobilmente orecchiabili, ma cercava di stare al passo coi tempi con 33 giri che erano “concept album” che ammiccavano al contemporaneo rock progressive.

Jenny CGU44G!~~60_35Fu così, nel 1972, con “Dove era lei a quell’ora?”, che conteneva una suite che narrava la storia di un uomo accusato di omicidio, i cui arrangiamenti originari, a cui aveva collaborato il pianista jazz Giorgio Gaslini, dovettero essere sostituiti da qualcosa di più convenzionale per il rifiuto di pubblicarlo della casa discografica (che, pure, era la Produttori Associati).

1 Morelli 577 alle 00.00.19In “Jenny e la bambola”, del 1974, raccontarono, invece, la storia di una adolescente che diventa donna.

1 Morelli 6577 alle 00.13.48L’album raggiungeva il vertice emotivo con la versione lunga della bellissima “Jenny”, singolo di successo della band (arrivò a 200.000 copie vendute), che conteneva uno dei più bei assolo di chitarra della storia del pop italiano, opera del fratello Bruno Morelli.

«Le mie canzoni sono pezzi d’anima,- aveva detto Morelli in una delle sue ultime interviste- ognuna delle quali ha fermato un momento della nostra lunga storia. Sono sempre stato un incantatore di canzoni che metteva insieme pezzi di sentimenti per raggiungere, attraverso la musica e la poesia, un ideale di Bellezza.»

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Jenny sembrava felice di correre lungo il mare,

di andare tornare, giocare, di farsi perdonare.

Io le baciavo le ciglia, che meraviglia!

Felici eravamo felici, ma l’estate finiva e dovevo lasciarla. 


Jenny era tanto sicura 
che noi ci saremmo trovati di nuovo,

di certo anche lei non sapeva dove, però io l’ho creduta. 


Quante promesse scambiate, dimenticate.1 Morelli 56577 alle 00.24.01

Sincera, sembrava sincera e, poi, 
davvero era bella, per me la più bella.

Jenny era la mente mia, era dentro le foglie, nel vento,

dentro l’acqua, nel sale, sui monti e anch’io, io le dormivo dentro.

Quante foto con amore 
che mi avrà lasciato

e quante le notti di mare che son stato con gli occhi alle stelle a pensarla. 


Ore di allegria e anche 
ore di malinconia 
- “non ci pensare, sei mia” – ma sapevo che finiva.

poi le baciavo le labbra , dopo un po’ le ciglia. 


Felici eravamo felici, ma l’estate finiva e dovevo lasciarla.

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