I protagonisti del “Concerto mistico per Battiato” che la sera del 7 aprile si è tenuto al Teatro Splendor di Aosta sono stati tre. Due in carne ed ossa, Simone Cristicchi ed Amara, ed uno spiritualmente evocato, Franco Battiato, appunto.
A rappresentarlo, al centro del palco, un cono luminoso illuminava un tavolino indiano con sopra una lampada accesa ed incensi vari. «Il protagonista rimane Battiato,- ha spiegato prima del concerto il cantautore romano- mentre io ed Amara siamo solo strumenti di questo suo testamento spirituale in musica. Abbiamo voluto rendergli omaggio, ma anche continuare la sua ricerca. L’idea, che è nata con Amara e Franz Cantini, manager storico di Battiato, è stata di ricercare nel suo repertorio le canzoni che avessero come filo comune la spiritualità. Sono brani che hanno un’energia particolare e che, superando la forma canzone, diventano quasi una liturgia che nei concerti fa vibrare in un’unica frequenza il pubblico. Non nascondo che in molte occasioni ci siamo davvero commossi».
Non si è trattato, in ogni caso, di cover di Battiato, ma di reinterpretazioni impregnate dei suoni che in qualche modo avrebbero potuto piacergli. «Con Valter Sivilotti abbiamo voluto fondere atmosfere occidentali classiche con una forte impronta etnica che richiama l’Oriente che Battiato tanto amava. Ecco il perché di un trio di archi, del soprano Franca Drioli e del percussionista jazz come U. T. Gandhi. E poi c’è la voce molto particolare ed il carisma di Amara con la quale condivido un percorso di ricerca, che è innanzitutto spirituale».
La doppia interpretazione, maschile e femminile, dei brani di Battiato si è mossa in perfetto equilibrio tra brani noti (la maggior parte) e meno noti (come “Stage Door” e “Io chi sono” cantati da Amara).
Con l’inserimento, nel finale, dell’esecuzione acustica di alcuni brani di Cristicchi ed Amara in sintonia con quelli di Battiato (“Abbi cura di me”, “Che sia benedetta” e “Le poche cose che contano”).
Ad intervallare le canzoni spiegazioni dei pezzi, frasi tratte da interviste di Battiato ed alcuni mantra orientali, come quello che ha aperto il concerto dedicato a Ganesh, la divinità che nella religione induista rimuove gli ostacoli.
«All’esecuzione di “L’ombra della luce”, che è una vera e propria preghiera, abbiamo, poi, voluto poi innestare un meraviglioso canto ortodosso, il Salmo 52, in lingua aramaica, che era la lingua che parlava Gesù di Nazareth».
Emozionanti, infine, l’ascolto di frammenti della voce di Battiato e l’esecuzione finale di “Torneremo ancora”, l’ultima canzone scritta d Battiato con Juri Camisasca. «E’ un po’ il suo testamento.- ha concluso Cristicchi- Per questo ne abbiamo fatto il titolo di un concerto in cui si avverte sempre la sua presenza. Anche, perché, secondo me, questi grandi artisti non muoiono. Da altre dimensioni,in varie forme, continuano ad influenzarci, facendo evolvere le nostre vite».
Eseguita con il pubblico in piedi, come se fosse un ultimo saluto, è stato uno dei momenti più emozionanti di una serata da ricordare.
SCALETTA
- Canto mistico
- L’era del cinghiale bianco (Cristicchi)
- Le sacre sinfonie del tempo (Cristicchi)
- Fisiognomica (Amara)
- E ti vengo a cercare (Amara)
- Gilgamesh (Franca Drioli)
- Il Re del Mondo (Cristicchi)
- L’ombra della luce (Cristicchi e Amara)
- L’animale (Cristicchi)
- Gli uccelli (Cristicchi)
- Stage Door (Amara)
- Io chi sono Amara)
- Lode all’inviolato (Cristicchi)
- Haiku (Cristicchi)
- Oceano di silenzio (Amara)
- La cura (Cristicchi)
- La stagione dell’amore (Amara)
- Che sia benedetta (Amara)
- Abbi cura di me (Cristicchi)
- Le poche cose che contano Amara e Cristicchi)
- Voglio vederti danzare
- Centro di gravità permanente
- Torneremo ancora (Amara e Cristicchi)
Valter Sivilotti, pianoforte, bass pedals, arrangiamenti e direzione musicale con i solisti della Accademia Naonis di Pordenone ( Lucia Clonfero, violino , Igor Dario, viola e Alan Dario, violoncello), Franca Drioli, soprano e U.T. Gandhi, percussioni .









Il maestro Sivilotti ha suonato anche il bass pedals
Precisato. Grazie