Il Baobab interculturale di RANZIE MENSAH

Paese che vai, veillà che trovi. In Ghana, per esempio, non si faceva, come in Valle d’Aosta, in crotte o stalle, ma all’aperto intorno al baobab. Il significato era, comunque, lo stesso: uno spazio che permetteva al villaggio di riunirsi e socializzare con parole, musiche e cibo. Ecco, quindi, spiegarsi il perché Ranzie Mensah, cinquantatreenne cantante ghanese residente in Valle dal 1990, abbia intitolato Il Baobab” lo spettacolo che il 10 maggio ha portato sul palco del Teatro Giacosa di Aosta per la Saison Culturelle.

E’, d’altronde, da 20 anni che questa Principessa del popolo Fanti porta avanti in Valle (ma, anche, nel resto d’Italia e all’estero) progetti interculturali che, attraverso l’uso di musiche, danze, fiabe e proverbi africani cercano di stabilire un ponte con la cultura africana. «E’ incredibile quante similitudini ci siano tra le nostre culture.- ha spiegato- Dai simboli, come la spirale, che intagliamo sul legno, alle danze che si fanno in cerchio che simboleggiano l’unione tra le persone.» Uno di questi progetti interculturali l’ha portata ad apprezzare la bravura canora dei ragazzi delle classi 5^ A e 5^ B della Scuola Primaria di Piazza San Francesco. Se ne è talmente innamorata che nello spettacolo del Giacosa ne ha coinvolti ben 34. Sono stati loro ad animare un momento dello spettacolo con canti (“Kumbaya”, “Vive la différence” e “One man one vote”) e proverbi che hanno fatto risaltare anche la loro composizione multietnica (molti provengono da paesi del Sudamerica e dell’Est europeo).

Multietnico è stato anche il gruppo che ha accompagnato Ranzie che comprendeva Alfredo Matera (direzione musicale e tastiere), Dino Pelissero (flauti e strumenti etnici), Luiz Kassy (Argentina,percussioni), Samba Fall M’baye (Senegal, Djembé), Hugues Anoi (Costa d’Avorio, Danza africana) e Samy Anoi (Francia, Doun doun). La protagonista della serata è stata, in ogni caso, Ranzie, cantante che vanta collaborazioni con Paolo Conte, numerose apparizioni televisive (dal “Maurizio Costanzo Show” ad “Alle falde del Kilimangiaro”) e concerti in tutta Europa, Africa e Nord America (a luglio sarà in Canadà). Seguendo il filo conduttore del percorso di liberazione dei neri africani dalla schiavitù e dal dominio straniero ha condotto una coloratissima festa africana che ha avuto come colonna sonora classici africani (soprattutto dell’adorata Miriam Makeba: da “Soweto Blues” a “Pata Pata”) e alcune nuove canzoni da lei composte con Matera. Tra queste “Mother Africa”, nella quale ha ribadito che il suo continente natale  “sarà sempre l’essenza della mia realtà”.

Rispondi