Cantautori MUSICA

Il talento del valdostano Julien BOVEROD, in arte Jvli, si impone al Festival di Sanremo 2024 con le canzoni di Emma e Fred De Palma

«L’ultima serata del Festival– racconta Julien Boverod Fiorello ha dovuto presentare entrambe le mie canzoni. E la seconda volta ha fatto una battuta del tipo: ma sempre io debbo pronunciare questo nome difficile? Così a fine serata mi sono presentato e gli ho chiesto scusa di averlo messo in difficoltà. Per i miei nonni paterni, che hanno sempre fatto fatica a capire il mio lavoro, sentire il nostro cognome in televisione ha voluto, invece, dire che qualcosa di buono sono riuscito a fare».

Il ventiquattrenne valdostano Julien Boverod, in arte Jvli, è, infatti, il musicista valdostano che più è riuscito a farsi largo a livello nazionale. Lo testimoniano i due dischi di platino ed i sette d’oro conquistati finora dalle canzoni scritte per Boomdabash, Olly, Shade, Alfa e Fred De Palma.

Lo confermano le due canzoni con cui ha partecipato all’ultimo Festival di Sanremo (di cui è autore, arrangiatore e produtttore). “Apnea”, cantata da Emma, ed “Il cielo non ci vuole”, interpretata da Fred De Palma. La prima classificatasi quattordicesima, il secondo trentesimo.

«Il vero Festival è iniziato dopo la finale di sabato, perché è sul lungo che si vede quali canzoni rimarranno. Con migliaia di passaggi su centinaia di emittenti il brano di Emma è tra i primi trasmessi nelle radio italiane ed ha 10 milioni di ascolti su Spotify. Con il televoto non viene più premiata la canzone ma l’artista che ha più seguito. I fans sono come i tifosi del calcio. E se non hai un progetto che ti ponga al centro dell’attrazione mediatica è difficile che la sala stampa o il televoto ti premino».

Julien Boverod in una esecuzione acustica di “Apnea” con Emma (che lo ha presentato come Julien Buvar) sulla finestra dell’Hotel de Paris di Sanremo..

Molti dei protagonisti del Festival Julien li conosce bene per averci lavorato. Da Angiolina Mango («ho avuto il piacere di fare qualche sessione con lei nei mesi scorsi») a Irama, da Alfa («a brevissimo usciranno delle tracce insieme») al discusso Geollier. «Lo conosco bene perché abbiamo fatto dei brani assieme che usciranno in futuro. E’ una persona d’oro, ma a Napoli ci sono sempre stati supporter molto caldi. Un po’ come successe nel calcio in occasione di un Italia-Argentina in cui a Napoli tifarono per Maradona».

Julien non ha, invece, finora lavorato con Dargen D’Amico e Ghali di cui ha molto apprezzato le prese di posizione sul palco di Sanremo su migranti e Gaza. «Si sono esposti, come non succede più nella musica moderna perché viviamo in un mondo che ci mette la paura di dire quello che pensiamo. Soprattutto su argomenti politici. Loro hanno sfruttato quel palco per fare aprire gli occhi alla gente su robe che non vengono sempre raccontate in modo corretto».

Forte dei risultati ottenuti grazie al talento ed alla tenacia, Julien ha un sogno. «Vorrei che il mio esempio incoraggi i ragazzi valdostani a coltivare sogni. Perché sembra che, tranne per gli sport invernali, la Valle sia fuori dal mondo per riuscire a raggiungere certi livelli. Sarebbe bello che in campo artistico non si debba fare scelte folli, come ho fatto io che sono andato via otto anni fa, ma si possa fare carriera non muovendosi troppo dalla Valle. C’è bisogno di un cambiamento che dia fiducia ai giovani, liberandosi dal paraocchi delle tradizioni che ogni tanto purtroppo ci limitano».

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