DORI GHEZZI e il pudore nel cantar d’amore di FABRIZIO DE ANDRE’

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Nella giuria che ha deciso l’assegnazione del “Premio Mogol 2010” spiccava la presenza della cantante Dori Ghezzi, che coi testi di qualità, grazie al marito Fabrizio De Andrè, ha convissuto per 25 anni. «In veste di giurata mi trovo a disagio– ha confessato- perché per anni, quando cantavo, ho sofferto molto ad essere giudicata. Mi ha convinto l’entusiasmo che trasmette Mogol, che con questo premio si può dire che cerchi di riportare la canzone popolare in paradiso, dov’è nata.»

Com’era vedere nascere i testi di Fabrizio? «Quello che mi colpì, mentre lo scriveva, fu “La domenica delle salme”. E’ una canzone che continuo a vedere molto avanti e ogni volta che l’ascolto mi crea nuovi punti interrogativi

Tra i candidati al premio di quest’anno c’era una donna, come giudica la situazione delle autrici italiane? «Carmen Consoli ha una scrittura molto personale che mi piace. Per il resto la situazione è molto buona. A parte quelle più note, come Elisa o la Nannini, mi piace Cristina Donà, una che sa scrivere bene ma che ha avuto più successo all’estero.»

dori ghezzi 55143-1Per ragioni anagrafiche i due candidati più vicini a Fabrizio erano Battiato e Bennato, che ne pensa delle loro canzoni in gara? «”E’ lei” mi ha colpita per l’enorme sofferenza che trasmette, sulla cui autenticità, conoscendo il mondo tormentato di Edoardo, non ho dubbi. “U Cuntu”, invece, è struggente ma non triste. Sfrutta quel contrasto tra testo e musica che Fabrizio usava spesso. Come in “Don Raffaè”, in cui il messaggio arriva meglio per il contrasto tra il testo tagliente e la leggerezza con cui è cantata.» La Ghezzi ha mostrato
apprezzamento anche per “Pace” di Giuseppe Anastasi ed Arisaè brava, deve solo convincersi che non ha bisogno di nessuna maschera») e “L’ultimo valzer” di Simone Cristicchiil tema dell’amore negli anziani era stato affrontato nel cinema, ma mai in una canzone»).

dori-ghezzi-bnQuest’ultimo richiama il “Valzer per un amore” che è stata l’unica canzone a lei dedicata da De Andrè.«Quando la mamma l’aveva partorito,- rivelò Dori- il padre aveva messo il disco “Valzer campestre” di Marinuzzi, e il nostro amore nacque proprio mentre lui stava rielaborando quella musica con un suo testo che sarebbe diventato “Valzer per un amore”.»

Dori ghezzi d-aabd-44d7-83b4-7f25c99b8c64Come mai questa reticenza di Fabrizio a parlare d’amore nelle canzoni? «Nelle canzoni Fabrizio ha parlato di amori che finivano ma non in corso, come se avesse una sorta di pudore di estrinsecare questo sentimento. A parte “Hotel Supramonte”, dove si parla chiaramente del nostro sequestro, ha sempre sostenuto che ci sono canzoni per le quali si è ispirato a me, anche se non ha mai confessato quali fossero.»

Parole d’amore sono, in ogni caso, quelle che Fabrizio scrisse dopo quei terribili 117 giorni di sequestro: «senza Dori sarei, probabilmente, morto di alcol, di pessimismo, di dolore o semplicemente di autodistruzione». «Se non ci fossi stata io-si schermiscela Grezzi- penso che avrebbe trovato un’altra Dori, non sono insostituibile anche se mi fa piacere che l’abbia creduto lui. Sicuramente per me sarebbe stato più difficile trovare un altro Fabrizio

Ancora più doloroso è quindi il ricordo di quella telefonata da Aosta che annunciò la malattia che glielo avrebbe strappato. «Era l’estate del 1998 e Fabrizio si trovava a Saint-Vincent per un concerto quando si sentì male. Mi telefonò in Sardegna, dove ero rimasta, per dirmi che all’ospedale di Aosta gli avevano diagnosticato un tumore al polmone. Dapprima ero incredula, poi subentrò la speranza di un errore. Invece fu l’inizio della fine

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