Successo per le Traduchon in patois di hit internazionali a Patoué eun Mezeucca 2019

Patoue eun mezeucca 70468232_8866868912105455616_n.jpgLa Tradichon, che aveva caratterizzato le sette precedenti edizioni di Patoué eun Meuzecca”,  l’11 maggio ha lasciato il posto alla Traduchon. Proponendo una serie di cover in patois di hit internazionali l’associazione, che dal 2013 porta avanti il progetto di valorizzazione della canzone in lingua franco-provenzale, ha, così, lanciato il messaggio che la “Lenva” può essere utilizzata per cantare qualsiasi tipo di musica, anche canzoni non tradizionali.Luis DSCF0002.jpgSul palco del Teatro Splendor hanno aperto i veterani Luigi Fosson, in arte Luis de Jyaryot, con “Te vi, te vi pu(sua traduzione in patois di “Vedrai, vedrai” di Luigi Tenco), Maura Susanna con “Me demando a guieu” (versione di “Solo le pido a Dios” di Mercedes Sosa) e Liliana Bertolo con “Eun vioù é eun mèinou” (cover de “Il vecchio e il bambino” di Guccini). E’, poi, toccato ai giovani Vincent Boniface con una swingante “Tsansòn de l’amour avouillo” (cover de “La ballata dell’amore cieco di De André) e Rémy Boniface che ha azzardato una cover di “Nothing else matter” dei Metallica (“Ren d’atro que conte” in patois), con tanto di assolo di cornamusa. Una commistione di strumenti moderni e tradizionali che ha funzionato ancora meglio in “Pouèizòn”, cover di “Toxic” di Britney Spears interpretata dalla brava Giada Cognein. Patoue DSCF0108.jpgErik Bionaz ha scelto, invece,Le mamme” (cover dell’omonima canzone di Toto Cutugno), Luca MocciaMonna Lisa” di Ivan Graziani, e Christian SarteurLo Peuple unì”, cover di “El pueblo unido jamás será vencido” degli Inti Illimani. Il tutto arrangiato ed eseguito da una superband composta dai fratelli Vincent e Remy Boniface, Giorgio Negro, Luca Moccia, Patrick Faccini e Simone Momo Riva.Moccia DSCF0122.jpgPhilippe Milleret, presidente di Patoué eun Meuzecca, si è ritagliato, poi, uno spazio solistico in cui ha interpreto una sua versione di “Oh Susanna” e “Lo Peugeot” (cover di “Johnny B.Goode” di Chuck Berry). A conferma, poi, di quanto il patois sia vivo, c’è stato spazio anche per nuove composizioni. Da “Manca lo tens” di Luis de Jyaryot a “Black out” di Sarteur, da “Lo progré tecnolojique” di Bionaz a “Lo ten” di Maura Susanna. Deuvidzet DSCF0041.jpgInedite erano anche le canzoni dei Dévouidzet, nate durante il lavoro di animazione dei Trouveur Valdoten nelle scuole e confluite nell’omonimo cd di recente pubbicazione. Il gruppo di Aymavilles ed una decina di bambini della scuola primaria hanno, così, eseguitoL’esploratuer” e “L’équeuiva de sorchie” di Vincent Boniface. Notes Fleuries P1310830.jpgC’è stato spazio anche per i ragazzi del coro Les Notes Fleuries du Grand-Paradis, diretti da Ornella Manella, in “La montagne dézolaye” di Bernin-Pignet e “To p’eun Momàn” (cover di “Improvviso” di Bepi De Marzi). Una scaletta ben ponderata per una serata riuscita, in bilico tra emozione e divertimento «Rispetto alla kermesse delle prime edizioni– ha commentato Milleret- adesso si è creato un gruppo di artisti affiatato, ben amalgamato dalla direzione artistica di Vincent. Siamo, in ogni caso, aperti a qualsiasi nuova suggestione di chi voglia esprimersi musicalmente in patoisPatoue DSCF0170.jpgSandro DSCF0195.jpgSarteur DSCF0074.jpgGiada DSCF0126.jpgPatoue P1310839.jpg

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