Dove finiscono le parole inizia la MINA di “Caramella”

C’è una cantante in cima alla preferenze dei musicisti pop-rock italiani di tendenza. Da Manuel Agnelli degli “Afterhours” all’ex-”Scisma” Paolo Benvegnù, da Boosta e Max Casacci dei “Subsonica” all’ex “Casino Royale” Giuliano Palma. Tutta gente che in comune ha un sogno nel cassetto: che “Lei” canti una loro canzone. “Lei” non è proprio una di primo pelo (il 25 marzo ha compiuto 70 anni), ma si chiama Mina e fa parte del loro DNA musicale molto più di tante interpreti più giovani.

Loris Biazzetti

«Ricordo ancora con precisione i brividi e le lacrime agli occhi per una sua esibizione in bianco e nero col brano “Io vivrò senza te”.– ha, per esempio, raccontato Casacci- Ero in cucina con mia madre che stirava. Non lo dimenticherò mai.» Per Benvegnù, invece, «Mina è una persona che fin da quando ero bambino è stata un punto di riferimento. Io amo soprattutto il periodo in cui interpretava i pezzi di Battisti, perché sentivo la sua vita esplorata da quelle canzoni. Benedetta Mazzini mi ha detto che sua madre vuole invitarci, me e Manuel Agnelli, a pranzo un giorno.» Le dichiarazioni sono tratte dal numero settantuno del semestrale  “Mina Fan Club” realizzato dalle anime del Club: i valdostani Loris Biazzetti e Remo Prodoti. Quella che si può considerare la Bibbia dei fans della “tigre di Cremona” in questo numero ha, tra le altre cose, in scaletta un ricordo della giornalista Rina Gagliardi (grande fan di Mina morta il 27 giugno), un’analisi della canzone italiana al femminile di Antonio Bianco ed un’interessante disamina di Biazzetti dei rapporti di Mina coi gruppi italiani. La maggior parte della rivista è, però, dedicata alla recensione di “Caramella”, il suo ultimo cd, in cui, non a caso, sono presenti “Io e te” di Benvegnù, “Solo se sai rispondere” di Max Casacci e “La clessidra” di Boosta. Pezzi in cui Mina si dimostra perfetta nel cantare anche l’amore nell’epoca delle passioni tristi, fatto digiorni instabili”, “storie improbabili”, “segreti fragili”

E’ soprattutto il visionario mantra elettronico di Boosta a confermare il perché da mezzo secolo i giovani autori sognino di sentire una loro canzone cantata da Mina. Chi altri saprebbe, come in questo caso, incarnare la kafkiana “voce dal caos” capace di far affondare l’ascoltatore negli abissi insondabili del daimon? «Per noi autori- afferma Silvio Amato, autore della musica di “Amoreunicoamore”- rappresenta l’essenza della musica e, forse, la ragione stessa per la quale facciamo questo bellissimo lavoro. Mina è la Voce, è la Musica allo stato puro: quell’energia che ti permette di volare sopra a tutto, di estraniarti dalla banalità del quotidiano. E tutto con estrema semplicità, senza posticce sovrastrutture.» Nel cd ci sono anche “caramelle” più vicine all’immagine classica che l’ascoltatore ha di Mina: dall’iniziale “You get me”, in cui duetta con Seal, a “Amoreunicoamore”, dove le parole dell’ “ultimo romantico” Fabrizio Berlincioni sembrano a lei dedicate: “Dove non ho più parole inizi tu. Dove comincio a stare bene. Dove mi sembra di volare e non tornare giù.”


3 responses to Dove finiscono le parole inizia la MINA di “Caramella”

  1. MARIO COLNAGHI says:

    Da sempre fan di Mina (conservo ancora una sua lettera mano
    scritta del 1964,ancora con carta intestata dell’indirizzo
    di Cremona)ritengo la Nostra,una cantante irripetibile,ini
    mitabile e sarebbe una grande banalità continuare a celebra
    re le performances della “tigre”….
    Il suo ultimo cd “Caramella” è veramente eccezionale,secondo
    me il migliore di questi quindici anni dopo “Canarino”…
    Voglio però ricordare a chi l’avesse dimenticato che a mio
    avviso,un vero gioiello interpretativo di Mina rimarrà sem
    pre quel “E se domani” del 1988,due minuti poco più,di vera
    simbiosi poetica musicale interpretativa sottolineata dal
    magico tocco pianistico del grande Renato Sellani.
    A prescindere da “Caramella”,naturalmente………….

  2. simone says:

    è uscito in contemporanea mondiale il CD Elena Ravelli: 50 volte MINA live tour + studio Artista di Cremona popolarissima per le sue esibizioni su MINA Nell’album potrete ascoltare sia le versioni live, che le versioni in studio che i “contaMINAti” hanno regalato al loro pubblico, omaggiando la grandissima Mina nel suo cinquantesimo anniversario di carriera. Le versioni che il gruppo ci fa ascoltare sono tutt’altro che banali. Nessuna emulazione dell’originale, nessun scimmiottamento, ma semplicemente nuovi arrangiamenti creati “ad hoc” da questo quartetto formato da Massimo Ardoli (alla chitarra), Alan Zeli (Batteria), Francesco Lazzari (Pianoforte) ed Elena Ravelli (voce). Ad onor del vero nelle versioni studio ci sono anche altri camei, per esempio nella straordinaria “Grande grande grande” che i contaMINAti ci offrono in versione Valzer, possiamo ascoltare la fisarmonica di Sergio Franchi. Nell’arrangiamento di “ E penso a te” un sottile rimando a “Because” di beatlesiana memoria: Elena apre il pezzo solo con l’impasto di varie voci arrangiate e cantate da lei stessa. Degne di nota sono anche “D’amore non scrivo più” , che è tra i brani che Mina interpretò nell’album “Veleno”e che Elena ama particolarmente, una “E se domani” piano e voce, una “Lui, Lui, Lui” che ha sempre ricevuto notevoli consensi. Nel live troviamo anche una straordinaria “Volami nel cuore”che esalta la qualità tecnica della Ravelli, un’indimenticabile “Amor mio”, una bellissima “Insieme” in versione più moderna in cui Elena cambia i colori della sua voce con magnifica naturalezza, una particolarissima “Se telefonando” che vuole essere più frivola e giovane. Ed infine un brano inedito “Contaminati” che racchiude in una sorta di poesia, cullata dalla melodia del pianoforte, centodue titoli di canzoni che Mina, nella sua lunga e straordinaria carriera, ha cantato. Questo è il vero omaggio che la Ravelli fa alla sua più famosa concittadina: la Tigre di Cremona. Insomma in questo ampio album Elena e i contaMINAti hanno messo il cuore, senza volersi confrontare con Mina, ma ricordandone i suoi più importanti successi e lo fanno con rispetto ed amore per la musica: pregiato il risultato

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