«Sono fiero di rivendicare l’assoluta inattualità di questo fotoconcerto perché la fotografia è diventata un mezzo inflazionato e trivializzato. E’, quindi, eversivo stare per una sera a teatro a guardarle». Così aveva detto l’ideatore e direttore artistico dello spettacolo Enrico Montrosset prima che la sera del 13 febbraio andasse in scena al Teatro Splendor di Aosta, per la Saison Culturelle, “Aut-Aut- Fotoconcerto per tre musicisti ed un fotoreporter di guerra sulla natura dei conflitti”.
«Abbiamo scelto il titolo “Aut-aut” per paradosso.– ha spiegato Montrosset- Perché non crediamo alla semplificazione della complessità della realtà con dualismi tipo buono-cattivo o giusto-sbagliato. E ciò vale ancor più quando queste realtà sono lontane migliaia di chilometri, come certe guerre di cui possono parlare solo persone che le vivono in prima persona, in presa diretta».
Persone come Ugo Lucio Borga, cinquataquattrenne fotogiornalista aostano specializzato in conflitti armati e crisi umanitarie. Li ha rincorsi in tutto il mondo. Dalla Repubblica Democratica del Congo alla Repubblica Centrafricana, dalla Libia alla Siria, dalla Somalia al Sud Sudan, dal Mali all’Afghanistan, dall’Iraq all’Ucraina. Con le drammatiche foto scattate in questi scenari hanno dialogato creativamente i tre giovani e talentuosi jazzisti valdostani del Peak Trio: Michel Dellio (sax soprano e contralto e tastiera), Luca Gattullo (basso elettrico) e Gabriele Peretti (batteria, vibrafono, percussioni e tastiera).

«Le foto dei vari fronti di guerra sono state mixate senza soluzione di continuità, a comporre una sorta di sinfonia fotografica di visioni relative ai conflitti e alle reazioni umane a questi conflitti. La musica del trio ha cercato di dare una chiave di lettura alle dieci sezioni fotografiche, determinando anche il ritmo con cui sono state montate. I dieci brani sono stati composti per l’occasione e vanno oltre la matrice jazzy del trio, arrivando a toccare situazioni da musica classica contemporanea e colonna sonora».
Accanto alla ben nota perizia ed espressività, ogni musicista ha mostrato grande maturità compositiva. E se Gattullo è stato autore della sola “Mosse”, a fare la parte del leone sono stati Peretti (autore di “Prologo” e “Distruzioni”, “Out of Camera” e “Campi Larghi”) e Dellio (“Soldati”, “Bambini”, “Interni” e “Morti”).
I tre hanno, invece, improvvisato in “Per strada” (in cui Paolo Torrente ha letto la poesia “Comizio” di Pier Paolo Pasolini) e “In camera” (costruita sullo “Stabat Mater” di Arvo Pärt).
Il tasso emozionale del fotoconcerto ha raggiunto, poi, il massimo durante il collegamento in diretta WhatsApp con Ugo Borga che stava lavorando a Zaporizhzhia, sul fronte Ucraino.



