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3 marzo 2018: il concerto d’addio degli IUBAL all’Espace Populaire di Aosta

IUBAL blog P1100143Partiti con una musica carica di impegno, sono finiti per i troppi impegni individuali. Dopo 15 anni, la parabola degli IUBAL, partita con un ruspante combat folk, si è, così, conclusa la sera del 3 marzo con un ultimo concerto all’Espace Populaire di Aosta.Iubal P1100235.jpg«Non ci lasciamo perché abbiamo litigato.- ha precisato il clarinettista e mandolinista Umberto DebernardiSolo che, avendo sempre cercato di migliorarci, adesso, che che per motivi di lavoro non riusciamo più a vederci, ci siamo resi conto che non potevamo più crescere. E, a questo punto, meglio concludere il progetto

Anche l’ultimo album, pubblicato nel dicembre dello scorso anno, ha risentito della situazione. «I pezzi li abbiamo registrati due anni fa, lavorando spesso in remoto, quasi senza vederci, ma poi, non riuscendo a provare, abbiamo dovuto rimandare l’uscita del cd per poterli suonare dal vivo. La causa più macroscopica è stata la mancanza del frontman Alberto Zanin, che ha lavorato a lungo all’estero come infermiere, ma, in realtà, non è stato solo quello. E, poi, c’è anche la voglia di fare altre cose, non necessariamente in questa formazioneCosentino DSCF0011.jpgiubal.jpg

Il cd è stato finanziato grazie ad una campagna di crowdfunding che ha permesso di raccogliere ben 6820 euro. Tra le ricompense dei sostenitori più generosi, c’erano i concerti. «Molti dei 19 concerti del nostro ultimo tour sono stati “comprati” a novembre, compreso quest’ultimo dell’Espace, un locale cui siamo molto legati. Dei 150 concerti fatti in questi 15 anni, una ventina li abbiamo fatti all’Espace, al punto che, scherzosamente, ci definivamo la resident band del locale. Qui, per esempio, abbiamo presentato i nostri primi due cd.»IUBAL blog  P1100290.jpgDella formazione originaria sono rimasti solo Alberto, Umberto ed il fratello Luca (flauto traverso), mentre energie nuove sono arrivate dal batterista Matteo Cosentino (dal 2006), dal bassista Andrea Minieri (dal 2009) e dal multistrumentista Carlo Alberto Lupo (dal 2012). «Tra i momenti più significativi– ricorda Umberto- metterei il Concert per l’Autonomie del 2006, con relative polemiche, la partecipazione alla Notte della Taranta, a Melpignano, nel 2008 e quella al Festival Alta Felicità 2016 in Val di Susa. Siamo molto legati e, per certi versi, più conosciuti lì che in Valle, anche perché al movimento No Tav abbiamo dedicato “La ballata di Roberto”.»Iubal Blog Stampa P1100382.jpgL’hanno eseguita anche all’Espace, inserendola in una scaletta di 25 canzoni che hanno spaziato dall’esordio discografico di “Parte da qui” del 2009 all’ultimo cd. Tanti i momenti emozionati, scanditi da canzoni cantate e ballate all’unisono dal pubblico, che hanno confermato quanto il gustoso “kebab” (per rifarsi ad una loro canzone) ripieno di impegno politico, sentimento e pulsante orecchiabilità messo a punto dal gruppo sia entrato nel DNA di una generazione di valdostani tra i trenta ed i quaranta anni.

Con loro, in “15 anni di concerti vivaci”, la band ha “condiviso il nostro mondo, conosciuto altre culture e osservato ogni colore”, come cantano in “Frontiere”, la canzone che ha concluso il concerto, sintetizzando al meglio la loro avventura. «Per me è difficile cantare ciò che è stato… E’ difficile osservare le vecchie foto immaginando che qualcuno, forse, mi ricorderà…E’ bellissimo pensare che in un giorno non lontano forse tutto questo mi riprenderàLuca Debernardi  alle 21.53.36.jpgLupo FB P1100348.jpgIubal P1100375.jpgIubal P1100407.jpg

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