GORAN BREGOVIC ad Aosta: if you don’t go crazy you are not normal

Il 23 luglio la diciasettesima edizione della rassegna “Aosta Classica” è stata inaugurata, al Teatro Romano di Aosta, con un brindisi beneaugurante a base di “sljivovica & champagne”, dove la balcanica sljivovica indirizza subito verso il sommellier musicale d’eccezione della serata: Goran Bregovic. “Alkohol (Sljivovica & Champagne)” è, infatti, l’ultimo cd del sessantaduenne musicista bosniaco, prima parte di un progetto che a settembre sarà completato da “Champagne for gypsies”.
«Nella nostra cultura qualche sorso di sljivovica, la nostra acquavite, non è affatto un eccesso– ha spiegato- perché la musica si crea e si suona sempre in compagnia del bere. Lo champagne nella nostra cultura è roba da ricchi sbruffoni, invece sul palcoscenico mi piace fare festa e, quindi, anche bere il nostro vino.»

Questi, come altri, cd di Bregovic vogliono, in realtà, ribadire l’importanza della tradizione musicale e filosofia di vita dei gitani, mai come adesso visti di cattivo occhio in questa Europa tecnocratica. «Ognuno di noi dovrebbe, almeno per un momento della vita, essere un po’ “gipsy”.- ha ribadito Bregovic- Meglio i “miei” zingari, con il casino delle loro trombe e le loro bevute colossali, che i silenziosissimi e grigissimi banchieri. Loro sono sbronzi da sempre, senza gioia e senza alcuna malinconia. Senza chiasso, ma anche senza amore». E’ per questo che lui da venti anni suona la musica gitana con gruppi basati sulle caratteristiche bande di ottoni mischiandola ad influssi di altre parti del mondo.

Immancabilmente vestito di bianco ed accompagnato dalla sua Wedding and Funeral Band, sul palco del Teatro Romano si è confermato una gioiosa macchina da musica, che, snocciolando un repertorio infallibile, ha coinvolto e travolto il pubblico.E’ finita com’era prevedibile: con gli spettatori che gremivano i 1065 posti del teatro in piedi a ballare sulle note travolgenti di “Balla ciao” e “Kalashnikov”.

Tra questi c’era, anche, il Priore della Comunità di Bose Enzo Bianchi che aveva conosciuto Bregovic nel dicembre del 2000 in occasione dell’esecuzione, a Roma, del suo spettacolo “Amen: un concerto per la riconciliazione”.

Una vera e propria festa all’insegna del mottto “if you don’t go crazy uou are not normal”, nella quale non ha per niente sfigurato L’Orage, il gruppo valdostano che ha aperto la serata con una prestazione elettrizzante, che, dopo una carrellata sui brani del loro nuovo cd “La bella estate”, è culminata con una selvaggia esecuzione di “La fête du village”.


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