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DYLAN, BASTIANICH, GRIMM, SCARLET RIVERA & C. e per una sera Aosta diventa una piccola New York

Andrea Parodi, Paolo Ercoli, Joe Bastianich e Scarlet Rivera

“How many roads must a man walk down before you call him a man?”, si chiedeva Bob Dylan. Più che nel vento, la risposta si può trovare camminando per le strade di New York, dove l’incrocio di nazionalità, razze, culture aiuta sicuramente a stimolare creatività e maturare consapevolezze.

Da quello che a lungo è stato il più grande laboratorio culturale del pianeta è nata, per esempio, la musica alla quale è stata dedicato lo spettacolo “That’s all Folk(s)- A Tribute to New York’s Folk and Rock Music”, che il 7 maggio è andato in scena al Teatro Splendor di Aosta, inserito nel programma della Saison Culturelle.

Ad idearlo sono stati Riccardo Piaggio ed il cantautore comasco Andrea Parodi. Quest’ultimo, in particolare, vulcanico animatore culturale, oltre ad avere aperto lo spettacolo con due sue canzoni, ha fatto da ponte tra i vari musicisti che hanno animato la serata. Tra questi spiccavano la violinista Scarlet Rivera ed il restaurant man italo-americano Joe Bastianich, celebre come personaggio televisivo (giudice di MasterChef Italia, Amici Celebrities ed Italia’s Got Talent) rivelatosi anche validissimo cantautore.

Mentre Bastianich è nato è cresciuto a New York (città di cui si dichiarato follemente innamorato nella canzone “One City Man”, scritta durante la pandemia), Scarlet viene da Chicago ma alla Big Apple deve la sua fortuna. Una notte del 1975, camminando col violino in spalla per le strade del Village fu, infatti, abbordata da una macchina verde, dalla cui penombra una voce le chiese se sapeva veramente suonare lo strumento. Era Bob Dylan, che, fattosi riconoscere, le chiese di salire per andare a provare con lui nello studio dove stava registrando il nuovo album “Desire”. Finì che decise di sostituire con il suo violino tutte le parti già registrate da Eric Clapton. «Se avessi attraversato la strada pochi secondi prima non sarebbe mai successo», ha commentato in seguito la Rivera. Oltre che nel leggendario album, il suono del suo violino caratterizzò, a cavallo tra il 1975 ed il 1976, il Rolling Thunder Revue tour (dove influenzò anche la decisione del cantautore di dipingersi la faccia di bianco). Si può ascoltare anche nel film di Martin Scorsese “Rolling Thunder Revue: A Bob Dylan Story”, del 2019, in cui Scarlet è la Queen of Swords.

Dylan la convinse, a sua volta, a cantare. La sua interpretazione di “I Believe in You” (tratta da “Slow Train Coming”) ,registrata nell’aprile 1982 in un piccolo club di Minneapolis in cui era presente il cantautore di Duluth, è contenuta nell’Ep “Dylan Dreams” che Scarlet ha dedicato alle canzoni di Dylan e presentato in anteprima mondiale ad Aosta. Insieme ad altre tre canzoni, contiene anche le “Born in time” e “Senor” (da “Street-Legal” del 1978) interpretate allo Splendor, dove ha suonato una infuocata versione di “Hurricane” con la superband della serata formata da Alex Gariazzo (cantante e chitarrista della Treves Blues Band), Paolo Ercoli (dobro, mandolino e pedal steel), Riccardo Maccabruni (cantante, fisarmonica e pianoforte) ed Angie Frigerio (basso).

Scarlet Rivera e Bob Dylan
Paolo Ercoli e Tim Grimm

Nella serata il suo violino ha fatto volare anche la versione della dylaniana “One More Cup of Coffee” cantata da un’altro protagonista del concerto: il songwriter ed attore Tim Grimm. Uno che, alla fine degli anni Novanta, ha avuto la forza di lasciare Los Angeles, dove aveva recitato con Harrison Ford nel film “Sotto il segno del pericolo”, per ritirarsi in una fattoria dell’Indiana a fare musica con la famiglia.

Per non parlare di “All Along The Watchtower”, cantata da Joe Bastianich. Il Masterchef, che ha avuto l’imprinting rock grazie ai Grateful Dead ed al country rock del Jerry Garcia solista, ha, inevitabilmente, ammirato Dylan. «La sua musica è fantastica perché trasformativa, diventa, cioè, proprietà degli altri.- ha detto- Lui la dà generosamente in modo che tutti possano interpretare le sue canzoni, facendole diventare loro. Nessun altro ha dato così tanta musica a così tanti musicisti che poi l’hanno, poi, resa loro».

Lo chef si è rivelato compositore ed interprete di valore cantando alcune sue canzoni scritte a New York o che parlano della città come “Beautiful bird” e “Stop the Waterfalls”.

Prima del concerto aveva parlato del primo album ,“Aka Joe”, pubblicato nel 2019, in cui ha raccontato della nonna Erminia (“Nonna 97 years”), delle prime cover cantate in garage (“Joe played guitar”), dei figli (“What is a man”). Ha anche annunciato la pubblicazione, l’8 giugno, dell’album “Good Morning Italia”, composto e cantato con il gruppo bluegrass napoletano La terza Classe.

Un musicista coi fiocchi che ha mostrato una sensibilità difficilmente immaginabile nel personaggio televisivo che Maurizio Crozza ha parodiato con il suo cattivissimo BastardChef. «Il Bastianich musicista è molto lontano dal personaggio televisivo.- ha commentato Parodi- E’ umile, divertente e, soprattutto, innamorato di questa musica. Al punto da liberarsi dai suoi mille impegni in tutto il mondo per venire a fare questa serata con Scarlet Rivera».

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