Arte

L’inedito Sant’Orso di Francesco NEX alla 1024^ Foire de Saint-Ours

Con Monsignor GIUSEPPE ANFOSSI

«Da giovane la Foire mi aveva avvicinato alle emozioni dell’Arte. O dell’artigianato, che, poi, per me è la stessa cosa». Così il pittore Francesco Nex ricordava l’imprinting per il Bello che la Fiera di Sant’Orso gli aveva dato. Un rapporto che domenica 28 gennaio è stato ricostruito con due incontri, condotti dal giornalista Gaetano Lo Presti, che si sono tenuti nel box, ideato da Luciano Seghesio, dedicato al pittore all’interno dell’Atelier des Métiers, in piazza Chanoux, ad Aosta.

Tra gli eventi collaterali della 1024ª Foire c’è, infatti, l’esposizione nell’Atelier, dal 27 gennaio al primo febbraio, di un Sant’Orso da lui dipinto nel 1967 di proprietà della famiglia Nex.

Il 28 gennaio, alle 16, sono intervenuti il clarinettista Mirco Rizzotto ed il Vescovo emerito di Aosta Giuseppe Anfossi. Il primo ha parlato del dipinto che Nex realizzò per la copertina del cd “Les Souvenirs Oublies” che il Melos Art Ensemble (di cui Rizzotto faceva parte) pubblicò nel 1994 per la Emi Classics, con la partecipazione di Nando Gazzolo e Cecilia Gasdia.

Con Monsignor Anfossi e Mirco Rizzotto

Anfossi è stato, invece, uno dei due religiosi, l’altro era il canonico Jean Domaine, che riuscirono a stabilire un rapporto d’amicizia con un pittore che, per come metteva alla berlina il clero nei suoi quadri, si era conquistato la fama di “mangiapreti”. Galeotta fu l’ultima grande mostra che Nex fece nel museo di Piazza Roncas nel 2004. Il pittore gli dedicò, infatti, il catalogo con la dedica “All’amico Giuseppe Anfossi il suo dubbioso Francesco Nex”.

Alle 18 protagoniste sono, invece, state le foto, realizzate da René Monjoie, degli artigiani della Foire degli anni Settanta ammirati da Nex, che della giuria aveva fatto parte per un ventennio. Da Gino Thomasset a Domenico Brunodet, da Maurice Vagneur a Vittorio Brunier, da Jules Vuillermoz ai fratelli Armando ed Ivano Laurent.

Francesco Nex e Cristiano Nicoletta giudici alla Foire del 1975
Con René Monjoie

E, soprattutto, Francois Cerise, precursore di tanto modellato dell’artigianato valdostano, di cui ha parlato la figlia Alessandra.

Con Alessandra Cerise e René Monjoie

Nex aveva scoperto la Foire negli anni Trenta, quando, bambino, abitava al numero 14 di Via Umberto I° (attuale Via Porte Pretoriane). Dal balcone di casa poteva, quindi, abbracciare con lo sguardo tutta la Fiera, che dalle Porte si estendeva fino alla strada che porta alla Chiesa di Sant’Orso.

La cornaille del 1930 di proprietà di Francesco Nex

Nella sua casa tra gli oggetti più cari conservava una cornaille di bosso modellata nel 1930 da un lontano parente di Doues, che lo aveva seguito in tutte le tappe della vita. «Anche i giochi dei bimbi venduti in Fiera richiamavano il lavoro della campagna.– ricordava- Si trattava, in genere, di riproduzioni di animali domestici come il mulo, il cavallo, le galline e, soprattutto, le mucche, le classiche cornailles.I ragazzini andavano alla Fiera col sogno d’avere tante cornailles da riempirci la stalla. Un po’ come i loro genitori, che quando avevano quattro vacche invidiavano follemente quelli che ne avevano quindici. Senza pensare che chi più animali aveva, più lavorava».

Alessandra Cerise, Sandro Nex e Piera Squillia

1 comment

  1. E, soprattutto, Francoise Cerise, precursore di tanto modellato dell’artigianato valdostano, di cui ha parlato la figlia Alessandra.

    Comunque Cerise era un uomo: François e non Françoise!!!

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