Se adesso il successo di un brano musicale viene valutato dal numero di likes o visualizzazioni, nel Settecento era legato al suo successo editoriale, e, quindi, alle ristampe, riedizioni e trascrizioni. E’ il caso delle 12 “Sonate per Violino e Violone, o Cimbalo op. V”, quattro delle quali sono state eseguite la sera del 5 aprile al Teatro Splendor di Aosta da Teodoro Baù (viola da gamba) ed Andrea Buccarella (clavicembalo), nell’ambito della Saison Culturelle.
Oltre che per flauto dolce, traverso e violoncello, le Sonate furono, infatti, trascritte anche per viola da gamba e basso continuo. Versione ritrovata in un manoscritto, probabilmente di area tedesca, conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi. Anche in questa veste dimostrano perché Corelli sia stato il compositore più eseguito e stimato della sua generazione ed il suo stile, puramente italiano, abbia avuto una così grande influenza su Händel e Bach. Le sonate per violino di Corelli sono anche le prime opere che, abbandonando la forma della triosonata, hanno dato vita alla sonata per violino.
Allo Splendor Baù e Buccarellla hanno eseguito la Sonata in do maggiore n.1 (originale in re maggiore) e la Sonata in fa maggiore n.10. Dopo la Ciaccona per clavicembalo solo di Georg Friedrich Handel, il concerto si è concluso con altre due sonate op.V di Corelli: la Sonata in mi bemolle maggiore (originale in fa maggiore) n.4 e quella n.12 in re minore, la celebre “Follia” che contiene 23 variazioni sulla danza spagnola La Folia.



