fbpx
Poesia

Le poesie scritte da LUCIANO BARISONE “Nel corso del tempo”

Luciano Barisone con, sullo sfondo, la foto in cui sta intervistando Clint Eastwood

Da sempre sensibile alla carica poetica del Cinema, cui ha dedicato la vita nelle vesti di critico e ideatore e direttore di festival, alla non più tenera età di settantaquattro anni Luciano Barisone si è messo in gioco pubblicando, per la End Edizioni, un libro di poesie.

Si intitola “Nel corso del tempo”, perché nelle sue 230 pagine raccoglie, in ordine cronologico, poesie scritte tra il 1965 ed il 2023. «La raccolta– racconta l’editrice Viviana Rosisi è intitolata per mesi, mentre ci lavoravamo, “Versi sparsi”, così semplicemente, sparsi nel tempo di una vita e ora raccolti per farne dono a chi vorrà leggerli. All’improvviso però il titolo è cambiato, poco prima di andare in stampa, mentre Luciano volava sull’oceano di ritorno da Buenos Aires, è stato chiaro che il titolo doveva essere “Nel corso del tempo”, “Im Lauf der Zeit” come il film di Wim Wenders che parla di cinema, della sua morte e della sua possibile rinascita. Perché anche le poesie di Luciano Barisone parlano di vita, di viaggi, di morte e di rinascite e c’è il cinema sempre in controluce, una vita per e nel cinema che per una volta si può fingere anche di dimenticare».

«La poesia mi ha abitato sin dalla fanciullezza.- spiega Barisone- Ho cominciato a scrivere a sedici anni, come uno sfogo intimo, e ho continuato nel tempo».

E se le poesie più antiche le aveva scritte su carta, le più recenti sono state, invece, appuntate sul cellulare. Le separa una pausa, tra il 1983 ed il 2015, in cui è stato superimpegnato dal punto di vista professionale.

«Sono le mie sensazioni del mondo. Non basate sulla rima ma sulla musicalità creata dalla sonorità delle parole e dal respiro della spaziatura tra una frase e l’altra».

Significativa la poesia scritta il 13 luglio 2019 dedicata al Cinema

Il cinema è un gesto.
Gesto di chi filma
Gesto di chi è filmato.
La parola è un orpello sociale.
Crea regole
Ineffabili.
Il gesto ci pone in contatto
Con l’invisibile.
Ció che non si vede
Che si sente
o
Si immagina.
Come la poesia
Gesto dell’anima.
O la luce
Frequenza di un suono
Senza tempo.
Il cinema è tempo
Onda sonora
Tempo d’esposizione
Tempo d’espiazione.
Profanare è dare
Un tempo diverso
Alla liturgia.
Profanare è un gesto
Non di sottrazione
Ma di addizione,
Di esaltazione 
del sacro.
Vedere
Per
Credere…

Il libro è stato presentato il 24 ottobre, al Théâtre de la Ville di Aosta, nell’ambito del festival Frontdoc, con uno spettacolo in cui l’attrice Alessandra Celesia ha letto diverse poesie con l’ambientazione sonora del contrabbassista Luca Moccia.

Particolarmente riuscita l’interpretazione della “Filastocca militare” (non inserita nel libro) scritta da Barisone durante il servizio di leva svolto a Tauriano nel 1975

Foto FrontDoc

Rispondi

%d