40 graNdi all’ombra (2) MIKE SEEGER: l’archetipo supremo del musicista folk

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Mike SeegerDi montagne, nel 2002, Anno Internazionale ad esse dedicato, si era parlato e scritto in tutte le salse. Dimenticandosi, però, degli Appalàchi, il sistema montuoso lungo 2500 chilometri che corre parallelo alla costa orientale degli USA (partendo dal sud del Canada per arrivare all’Alabama). Se la cosa, dal punto di vista alpinistico, non era, poi, grave, lo diventava se si guardava, invece, all’aspetto musicale.

Proprio negli Appalàchi, infatti, tra montagne di tutti i colori (Green, White e Black Mountains) è nata la tradizione folk nordamericana, che, poi, grazie a Elvis Presley e Bob Dylan, ha innervato, e fatto grande, anche il rock.

seeger_familyPer il folk, infatti, gli Appalàchi sono un pò come il Monte Sinai per il Cristianesimo, con, al posto di Mosè, la famiglia Seeger. E’, infatti, stato lì che il Seeger padre, Charles (fondatore della Società americana di Musicologia), ha codificato le linee guide della ricerca della tradizione folk, per poi trasmetterle ai figli Pete (celebre per avere collaborato con Woody Guthrie  e lanciato inni come “We shall overcome”, “Where have all the flowers gone?” e “If I had a hammer”), Peggy e Mike. Questi, a loro volta, sono andati in giro per il mondo a convertire al Verbo genti diverse.

seeger 06-16 at 19.09Fino ad arrivare nella lontana Aosta, come fece il settantenne Mike Seeger (New York 15 agosto 1933- 7 agosto 2009) che, la sera del 16 luglio 2002, si esibì al Theatre de la Ville nell’ambito della rassegna “Aosta Classica”. E conversione fu, da parte di una folta platea ammaliata dal “recupero della memoria attraverso il suono” di banjo, chitarra, violino popolare, Pan pipes, autoharp, scacciapensieri e voce.

Una piccola lezione di folk americano da parte di uno che da ragazzo vedeva abitualmente girare per casa musicisti come  Leadbelly e Woody Guthrie, e di cui Bob Dylan, nella sua autobiografia “Chronicles”, ha scritto: “Quello che a me richiede incessante lavoro, Mike ce l’ha nel sangue, o nel suo patrimonio genetico. Ancor prima che nascesse, la musica fluiva nelle sue vene… Era straordinario… non aveva precursori… era un duca, un cavaliere errante, l’archetipo supremo del musicista folk“.  Degno compare di Mike Seeger si confermò il chitarrista genovese Beppe Gambetta che, dopo un delizioso set solistico, gli tenne botta nei suoi racconti musicali di “un mondo musicale che, forse, non esiste più e di una bellezza fatta di sfumature racchiuse in un universo di tre minuti”.

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19 maggio 1993 al “GRANDMAS WAREHOUSE” di Los Angeles Bob Dylan (vocal & guitar) e Mike Seeger (5-string banjo) in “Ballad Of Hollis Brown

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