“VOLPE BELLISSIMA”, antologia on line dedicata ad ALDA MERINI

Volpe bellissima(copertina)A volte si fanno interessanti incontri sul web. E’ il caso del portale culturale «L(’)abile traccia», (http://www.labileabile-traccia.com/rivista_000000.htm) segnalatomi dal suo coordinatore Pietro Pancamo. Trattasi di un “sito culturale che, affidandosi all’etere virtuale e quindi labile (o presunto tale) della Rete telematica, cercherà (si spera con perizia) di esplorare il mondo da molteplici punti di vista, attraverso la lente — ad esempio — della poesia, dell’ars rhetorica, della letteratura, dello sport, della scienza, della sociologia, delle discipline dello spettacolo”.  Il contatto con Pietro è stato, purtroppo, favorito dalla recente morte di Alda Merini, in memoria della quale ho scritto un post che lui, a quanto sembra, ha letto.

Lorella De Bon
Lorella De Bon

Alla grande poetessa milanese è dedicata, infatti, “Volpe bellissima”, un’antologia elettronica da poco on-line nel portale «L(’)abile traccia», in cui quattordici autori hanno affrontato a viso aperto i temi più cari alla Merini: l’amore, l’eros, la follia, la morte, Dio, il sentimento religioso. “E tutto ciò sia per dare maggior risalto ad un’artista d’inoppugnabile valore…sia per inneggiare alla figura della donna in genere, che da sempre relegata nel corso della storia a ruoli marginali, è colpevolmente sottovalutata perfino in seno alla società odierna, che pecca ancora d’eccessivo maschilismo”. Curata dalla scrittrice Lorella De Bon, “gemella nel dolore” della Merini, “Volpe bellissima  è scaricabile gratuitamente dalla pagina web sopralinkata, anche se presto diventerà  cartacea. I quattordici autori sono: Liliana Arrigo, Alberto Barina, Andrea Cambi, Margot Croce, Lorella De Bon, Maria Stella Filippini, Vittorio Fioravanti, Silvana Fiori, Fabio Franzin, Sara Grosoli, Ardea Montebelli, Alessandro Monticelli, Francesco Scaffei, Sara Scialdoni.

 VOLPE BELLISSIMA di Lorella De Bon

Se scrivere è morire, ti leggoAlda Merini(by Gaetano Lo Presti) DSCN7148
a piene mani, tu, sepolcro d’emozioni
a suscitarmi viva.
Che se scrivo è per sentire
il fiato della carne, il sussulto
degli occhi alla luce del fato.
Leggimi senza timore, ora,
anche se poi m’abbandoni
sul comodino o sotto, nella polvere,
o nella strada bagnata del Naviglio.
Leggimi viva, che io ti scrivo
Come so fare: di notte, nel sonno,
alla luce dei lumini, senza occhiali.
Perché non c’è distanza alcuna
-fra te e me-
e sono miope quanto basta
per vederti qui, adesso:
volpe bellissima dalle unghia narcise,
carne in esilio dal tocco d’Amore,
dolce testamento di versi.
E i testamenti
li scrivono i vivi.

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