LA VALLE IN RIMA canta “IO RESISTO”

A parlare di “Nuova Resistenza” fu proprio il “Presidente partigiano” Sandro Pertini. “Per difendere le posizioni che noi abbiamo conquistato- disse- oggi ci vogliono due qualità: l’onestà e il coraggio. La politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!”. Belle parole, rivolte a giovani che la realtà ha, in seguito, sempre più disilluso e demotivato. Non tutti, però. C’è chi continua a “resistere” ad un mondo sempre più spersonalizzante ed “espropriato”, denunciando le cose che, dal suo punto di vista, non vanno attraverso il web e, musicalmente, il rap. Anche in Valle. «Il rap è spietatamente sincero– spiega, infatti, l’aostano Andrea “Sago” Di RenzoQuello che pensi lo dici. Il suo spirito è urlare le cose che nessuno vuole sentirsi dire.» L’ultimo esempio è il brano “Io resisto”, appositamente scritto da Sago con i fratelli Fabio e Olivier Comai e Remy e Vincent Boniface per lo spettacolo dei “Trouveur Valdotèn” «Résistence 2010- Mémoire actuelle», rappresentato il 22 aprile alla Cittadella di Aosta e e 23  all’Auditorium di Aymavilles nell’ambito della «Settimana della Resistenza» organizzata dall’assessorato regionale alla Cultura. “Resistere a cosa, non ci sono mica i nazi /no, ma lentamente ci tolgono gli spazi”, rappano, infatti, Sago e Fabio riferendosi alla realtà locale dove, a fronte della fine di esperienze giovanili autogestite e decentrate come “La Valle in rima” (“sará che abbiam tirato troppo la corda”), c’è stato l’accentramento in spazi rigidamente controllati (“se dico Cittadella qualcuno mi capisce/ come Cinderella a mezzanotte si finisce”). Il problema, però, è, più in generale, di una società che tende a cancellare “il presente, il passato e anche la storia”, imponendo grazie alla TV una “vita tipo fast food”. La soluzione è collettiva: “se resisto allora sono un partigiano/ basterebbe dire tutti insieme: noi resistiamo”. Di “Io resisto” di “La Valle in rima” Alessandro Di Renzo ha realizzato e caricato su YouTube un video.

IO RESISTO

(Sago) Io resisto qui c’è qualcosa di sbagliato /Qualcuno vorrebbe cancellare il passato/Fare piazza pulita averla vinta /E poi prendere il controllo della nostra vita/Musica trita partita alla tele/ E noi seduti sul divano a far le ragnatele/Io resisto studio piú lingue di Babele/ Voglio viaggiare spiegare le vele/Non credo alla storia dello straniero cattivo/ Meglio Pont st. Martin o Ponte San Martino/Parla con tua nonna conserva la memoria/ Diffida di chi ti da la pappa pronta/La vita che vivo tipo fast food/ Butta giú e non pensarci su/Ma dimmi di sto passo cosa resta dimmi cosa/ Ci tolgono il presente il futuro e anche la storia/

Rit. Davanti agli occhi quanto per desistere / Ma dentro il cuore troppo per resistere/ Ancora voglio insistere/ Ancora ancora

(Sago) Se dico quel che vedo sono troppo politico/ Dovrei far finta di niente e tornare ad esser tímido/Se resisto allora sono un partigiano/ Basterebbe dire tutti insieme noi resistiamo/Resistere a cosa non ci sono mica i nazi/ No ma lentamente ci tolgono gli spazi/ Se dico Valle in Rima qualcuno si ricorda/ Sará che abbiam tirato troppo la corda/Se dico cittadella qualcuno mi capisceCome cinderella a mezzanotte si finisce/Tanto noi siamo distratti noi siamo sempre on line/ Oh baby bye baby bye baby bye bye bye/ Saluta questa vita te la sfilano da sotto il naso/ Apprezzo la mia libertá da quando sono evaso/È la mia libertá ma non me ne faccio niente/ Se non posso condividerla col resto della gente 

Rit. Davanti agli occhi quanto per desistere / Ma dentro il cuore troppo per resistere/ Ancora voglio insistere/ Ancora ancora 

(Fabio Comai) La libertá forzata è dittatura / E a me mi suona tanto di fregatura / Cos’hai dentro al cervello la segatura / Non essere famosi è da paura/ Vestire tutti uguali è da sfigati / Non tutti gli stranieri sono criminali /E poi non tutti i criminali vanno in giro armati /Il mondo non finisce dove finiscono i canali / Lo dice la tivú non è una garanzia/ La fissa dei vaccini è la malattia / Non puoi cambiare il mondo é una bugia /Io penso che sto mondo è anche casa mia /Non trovo religione neanche in Vaticano /Se so di aver ragione io non parlo piano / Se dio mi da la vita io la prendo in mano/ Pensarla a questo modo è partigiano

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