La guitarra y el corazòn dei “LOS LOBOS” conquistano ROMA

Non tifano per Totti e non vivono all’ombra “der Cupolone”, ma a Roma i “Los Lobos (I Lupi)” non possono che sentirsi a casa loro. Lo ha confermato Cesar Rosas, il cantante del celebre gruppo californiano, durante il concerto tenuto il 3 luglio nella cavea dell’Auditorium Parco della Musica. «E’ sempre un piacere per noi venire nella vostra bellissima città», ha detto. Per attaccare subito “Chuco’s Cumbia”, emblematica delle loro calienti sonorità tex-mex, che non ha faticato a trasformare la cavea in un festoso barrio dell’East Side di Los Angeles (la città da cui provengono). Se poi, per assurdo, qualcuno non avesse gradito, il gruppo ha dimostrato di averne, in ogni caso, per tutti i gusti. «Cosa volete? Rock’n’roll? Blues? Folk?», ha chiesto Rosas. E giù “Evangeline”, “Volver Volver”, “ Got Loaded”, fino all’esplosiva ”La Bamba”, inserita nel 1987 nell’omonimo film dedicato a Ritchie Valens, che ha dato loro la celebrità mondiale («Negli anni– ha spiegato Rosas- con questa canzone abbiamo sviluppato un rapporto di amore e odio, per cui durante un tour abbiamo discusso con Bob Dylan dell’opportunità o meno di continuare a farla. E’ lui che ci ha detto: ehi, i vostri hit li dovete suonare. Se lo dice Dylan…») . Un ben di Dio di creatività, tecnica ed energia, quello messo in mostra a Roma, che rende ancor più inspiegabile come mai da quattro lunghissimi anni i “Los Lobos” non pubblichino un cd di inediti. «Abbiamo poco tempo perché dobbiamo lavorare– si sono giustificati- e oggi il nostro lavoro consiste soprattutto nel continuare a suonare in giro per il mondo». “How Will the Wolf Survive”, si potrebbe dire parafrasando un loro hit. Gira che ti rigira inevitabilmente i “Los Lobos” finiscono per fare interessanti incontri, com’è successo a fine giugno al Grant Park di Chicago, dove sul palco li ha raggiunti nientepopodimenoche Robert Plant, che ha cantato con loro “Treat her right”, un classico di Otis Redding. E’, così, finita che l’ex Led Zeppelin ha voluto i due chitarristi David Hidalgo (bravissimo anche all’organetto) e Louie Perez (anche batterista) in studio con sé per eseguire “Angel dance” che confluirà nel suo prossimo cd. A Roma è, invece, finita con gli spettatori felici, accaldati e accalcati intorno ai disponibilissimi Rosas, Hidalgo e Conrad Lozano (il bassista) . In molti si sono pure segnati in agenda la data del 3 agosto, giorno in cui i “Los Lobos” pubblicheranno “Tin can trust”, il loro nuovo cd di inediti.

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